Questo sito utilizza cookie di terze parti. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso

Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

la candidata alla presidenza della Commissione Europea Ursula Von der Leyen

L’unione Europea talvolta predica valori che pratica male, è questo il caso del gender balance. In sessantuno anni di storia alla guida della Commissione Europea si sono avvicendati tredici uomini; dal 1998 abbiamo avuto tre uomini alla guida della BCE coadiuvati da un comitato esecutivo che include altri quattro professionisti tra cui quando è stato possibile si è trovato spazio per una donna. E’ quindi innegabile che nelle istituzioni UE servissero più donne, sono invece scettico sulle nomination fatte dai capi di governo degli stati membri dell’Unione Europea.

Sulla scelta della tedesca Ursula Von der Leyen quale presidente della Commissione ho un’obiezione di metodo. Secondo il trattato di Lisbona, il Consiglio Europeo, ovvero l’assise dei capi di governo europei, sceglie il presidente della Commissione “tenendo conto” del risultato delle elezioni europee; la Commissione deve essere poi approvata con un voto del parlamento europeo. A partire dalle elezioni europee 2014 è stato inaugurato il metodo degli Spitzenkandidaten, in tedesco candidati guida, ovvero le principali famiglie partitiche indicano prima delle elezioni europee il candidato che proporranno se alle elezioni europee risulteranno la forza politica più votata.

Roma 25 marzo 2017. Manifestazione Marcia per l'Europa

1. Introduzione

L’euro è giunto al suo ventesimo anno di vita, superando la crisi dei debiti sovrani di un’ intensità simile a quella della Grande Depressione degli anni Trenta del secolo scorso e nonostante le previsioni nefaste di molti addetti ai lavori, e segnatamente di alcuni insigni economisti di oltre Atlantico. Utilizzando gli strumenti usuali dell’analisi economica disponibili all’inizio del processo di integrazione, questi ultimi ritenevano che l’unione monetaria europea costituisse un progetto campato per aria che non sarebbe mai stato realizzato o che, se realizzato, sarebbe presto fallito.

by Obier Manifestazione dei gilet gialli a Vaugine à Vesoul (Haute-Saône) - Licenza CC BY-SA 4.0

Le proteste pacifiche sono legittime. I politici hanno il dovere di ascoltare e rispondere, ma le recenti rivolte sociali in Europa hanno radici profonde. Sono la conseguenza della incapacità dell'UE di dare risposte convincenti alle sfide della globalizzazione, delle multinazionali, delle nuove tecnologie e dei flussi migratori incontrollati. A tutto questo si aggiunge il malgoverno della crisi finanziaria, dalla quale molti paesi europei dopo un decennio non sono ancora usciti.

industria 4.0

SU COSA MI SOFFERMERO' - Internet, la grande disponibilità di dati, e la connessione tra computer e sensori, digitalizzazione e industria (impresa) 4.0 hanno dato inizio a una grande trasformazione epocale. Siamo in una fase di transizione e di inesorabile trasformazione: il mondo sta cambiando con straordinaria velocità. Cambiano la società e il lavoro, l'ambiente, le relazioni, il welfare, le città, i consumi e i processi produttivi, le migrazioni, vecchi mestieri scompariranno, nuovi mestieri si creeranno. Come proteggere i lavoratori dai rischi insiti nella digitalizzazione del mercato del lavoro? Dove e quando lavoreremo? Quali responsabilità avremo? Con quale controllo e libertà?

Infografica su Katharina Schulze

Il vento cambia in Baviera, in Belgio e nel Lussemburgo ma il vento non soffia nella direzione che avrebbero voluto Salvini e Di Maio. In un voto nazionale (Lussemburgo), regionale (Baviera) e locale (Belgio) il maggiore aumento in voti e seggi spetta ai Verdi che hanno fatto campagna per un’Europa più unita, più democratica, più accogliente e più solidale. In Lussemburgo si conferma il governo uscente formato da Socialisti, Verdi e Liberali che aveva mandato all’opposizione il partito di Jean Claude Juncker sospettato di connivenza fiscale con le multinazionali. In Belgio l’estrema destra arretra e prevalgono in Vallonia governi locali con Socialisti e Verdi segnando una battuta di arresto per il governo del liberale Michel criticato per la sua arrendevolezza nei confronti del partito nazionalista fiammingo. In Baviera la destra dell’AFD, inutilmente corteggiata in Italia da Lega e 5 Stelle, entra nel Landtag ma deve accontentarsi di un modesto quarto posto relegata all’opposizione così come era avvenuto per l’estrema destra svedese. Escono sconfitti dalle urne i partiti alleati a livello federale nella Grande Coalizione ma anche qui i Verdi raddoppiano voti e seggi.

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla nostra mailing-list per ricevere gli ultimi articoli direttamente nella tua mail!

Eventi

MobilitAzioni

  

 

europea - parlano i fatti 

fermiamolafebbredelpianeta

 

unpa campaign

 

neawdealbee

 

 

Europa in onda

Europa in onda