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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

Bandiere europee

Ora, cari ascoltatemi un attimo.

Partendo dal principio, per me – come, immagino, per molti altri ragazzi/e di seconda generazione - la questione identitaria ha rappresentato un passaggio abbastanza tortuoso e disorientante.
Il fatto è che quando più culture, molto diverse fra loro, si amalgamo l’una con l’altra, nel preciso istante in cui cerchi di trovare una tua identità, orbene nel tentativo di rispondere a quella affascinante domanda “chi sono?”, io nella mia inconsistente esistenza mi sono perso più e più volte.

“Ma ti senti più italiano, o più africano?”

Il gruppo di Pulse of Europe

“La linea di divisione fra partiti progressisti e partiti reazionari cade ormai non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa quelli che concepiscono come fine essenziale della lotta quello antico, cioè la conquista del potere politico nazionale – e che faranno, sia pure involontariamente, il gioco delle forze reazionarie lasciando solidificare la lava incandescente delle passioni popolari nel vecchio stampo, e risorgere le vecchie assurdità – e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido Stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopereranno in primissima linea come strumento per realizzare l’unità internazionale”.

Così scriveva il Manifesto di Ventotene nell’inverno del 1941 definendo i compiti del dopoguerra concludendo:

“Se ci sarà nei principali paesi europei un numero sufficiente di uomini che comprenderanno ciò, la vittoria sarà in breve nelle loro mani, poiché la situazione e gli animi saranno favorevoli alla loro opera. Essi avranno di fronte partiti e tendenze già tutti squalificati dalla disastrosa esperienza dell’ultimo ventennio. Poiché sarà l’ora di opere nuove, sarà anche l’ora di uomini nuovi: del movimento per l’Europa libera e unita”.

Il testo esiste in tutte le lingue dell’Unione europea (e anche in arabo !) e varrebbe la pena di diffonderlo in tutta Europa nei movimenti che stanno nascendo qua e là, in modo spesso spontaneo e nella maggior parte dei casi l’uno indipendente dagli altri nella solitaria convinzione che il metodo scelto e l’obiettivo adottato come prioritario da ciascuno di essi sia il migliore per sconfiggere quelli che il “Manifesto” chiamava partiti reazionari.
Pulse of Europe, Soul for Europe, New Europeans, Civico, Volt, 13-10, Alliance Europa, Stand up Europe, DIEM25, PeoplesEuropeForum, Change of Course in Europe, Citizens for Europe, Democracy International, Civil Society Europe, Empower e la campagna di contro-informazione del Movimento europeo (www.movimentoeuropeo.it) sono alcune delle innumerevoli iniziative che si sono affiancate alle manifestazioni popolari contro la democrazia illiberale a Varsavia, a Budapest e a Praga o contro il Brexit nel Regno Unito ma che non hanno ancora trovato una strada comune per forgiare un unico movimento “per l’Europa libera e unita”.

Stato dell'Unione 2018 - Bruxelles, 12 settembre 2018

E' stata una giornata importante, per l'Unione europea, quella del 12 settembre 2018:

• il Parlamento europeo ha adottato la Relazione Sargentini relativa a sanzioni a Orban per sue violazioni dello stato di diritto (per politiche relative a stampa, giudici ecc.)

• e Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea, in un contesto storico caratterizzato da virulenti nazional-populismi e da euroscetticismo, ha pronunciato il suo (prima delle prossime elezioni politiche europee del 2019) ultimo discorso sullo stato dell'Unione.

Di che si tratta? E quali sono le rivendicazioni dai sindacati i europei espressi alla vigilia del discorso sullo stato dell'Unione 2018? Vediamo...

Michelle Bachelet durante il suo intervento a Ginevra, Human Rights Council, 10 settembre 2018

Il provincialismo italiano, che è inesorabilmente radicato nelle forze politiche italiane, ha manipolato il primo discorso di Michelle Bachelet a Ginevra lasciando intendere che l’obiettivo principale della sua azione sarebbe stata la crescita del razzismo in Italia.
Michelle Bachelet (figlia di un prigioniero politico morto in carcere e torturata dagli aguzzini di Pinochet che aveva interrotto brutalmente l’esperienza esaltante di Allende con il sostegno degli Stati Uniti) ha presentato lo stato drammatico delle violazioni del diritto umanitario nel mondo alla vigilia delle celebrazioni dei settanta anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Concerto degli U2 a Berlino, 31 agosto 2018. Foto di Danny North

Parte da Berlino l'appello del cantante irlandese per l'unità europea.

Il 31 agosto a Berlino gli U2 hanno sventolato una grande bandiera blu con le 12 stelle, il simbolo dell'Unione europea, durante la canzone New Year's Day(1). La scelta è stata annunciata dal cantante Bono Vox con una lettera pubblicata il 27 agosto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung(2). Il cantante irlandese ha lanciato un appello per l'unità europea contro i nazionalisti e gli estremisti e ha richiamato il significato della parola sovranità che assume un valore più grande se condivisa a livello europeo.

Nella lettera Bono esordisce dicendo che "L’Europa è un pensiero che deve diventare un sentimento". "La parola patriottismo è stata rubata dai nazionalisti e dagli estremisti. I veri patrioti cercano l'unità e non l'omogeneità". Il cantante conclude la lettera chiedendosi se riusciremo a mettere i nostri cuori in questa lotta per l'unità europea.

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