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Europa in Movimento

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Europa

Michelle Bachelet durante il suo intervento a Ginevra, Human Rights Council, 10 settembre 2018

Il provincialismo italiano, che è inesorabilmente radicato nelle forze politiche italiane, ha manipolato il primo discorso di Michelle Bachelet a Ginevra lasciando intendere che l’obiettivo principale della sua azione sarebbe stata la crescita del razzismo in Italia.
Michelle Bachelet (figlia di un prigioniero politico morto in carcere e torturata dagli aguzzini di Pinochet che aveva interrotto brutalmente l’esperienza esaltante di Allende con il sostegno degli Stati Uniti) ha presentato lo stato drammatico delle violazioni del diritto umanitario nel mondo alla vigilia delle celebrazioni dei settanta anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Concerto degli U2 a Berlino, 31 agosto 2018. Foto di Danny North

Parte da Berlino l'appello del cantante irlandese per l'unità europea.

Il 31 agosto a Berlino gli U2 hanno sventolato una grande bandiera blu con le 12 stelle, il simbolo dell'Unione europea, durante la canzone New Year's Day(1). La scelta è stata annunciata dal cantante Bono Vox con una lettera pubblicata il 27 agosto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung(2). Il cantante irlandese ha lanciato un appello per l'unità europea contro i nazionalisti e gli estremisti e ha richiamato il significato della parola sovranità che assume un valore più grande se condivisa a livello europeo.

Nella lettera Bono esordisce dicendo che "L’Europa è un pensiero che deve diventare un sentimento". "La parola patriottismo è stata rubata dai nazionalisti e dagli estremisti. I veri patrioti cercano l'unità e non l'omogeneità". Il cantante conclude la lettera chiedendosi se riusciremo a mettere i nostri cuori in questa lotta per l'unità europea.

Profilo di Stefan Zweig

Nel 2015 è stato pubblicato in Italia il volume “Appello agli europei” che riunisce i testi inediti di quattro conferenze tenute negli anni '30 da Stefan Zweig, lo scrittore ed intellettuale cosmopolita austriaco, grande fautore dell'unità europea, che fu privato della sua cittadinanza austriaca dopo l'annessione dell'Austria alla Germania hitleriana e costretto a rifugiarsi prima in Inghilterra e poi in Brasile. Qui decise di mettere fine ai suoi giorni nel 1942 quando l'Europa sembrava soccombere sotto l'avanzata delle truppe naziste. La sua autobiografia è stata pubblicata nel volume “Il mondo di ieri” (con il sottotitolo significativo di “Ricordi di un europeo”), come illuminante metafora della civiltà europea.

Consiglio europeo del 28 giugno 2018 - Governo.it Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia (CC BY-NC-SA 3.0 IT)

Alla fine Giuseppe Conte ha trovato d’accordo tutti. A spese dell’Italia. E, ovviamente, dei profughi. Il documento finale del vertice di Bruxelles è praticamente vuoto, ma mette in chiaro che le differenze in seno all’Unione europea non sono poi così profonde, anche se tra non molto la porteranno allo sfascio. Destre e sinistre sono infatti unite dall’assunto che il nemico dell’Europa, quello da cui dobbiamo difenderci e contro cui occorre erigere barriere sempre più alte, sono i profughi: gli esseri più miseri e disgraziati della Terra. Ma le unisce anche il fatto che Salvini, sul sentiero già tracciato da Minniti - benché con toni decisamente meno educati - sta lavorando, e continuerà a lavorare, “per il bene” di tutti gli Stati membri.

Saggio di Don Milani

Poche ore dopo le conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 giugno che ha sancito, fra l’altro, l’affidamento alla sola Guardia Costiera libica delle operazioni di salvataggio dei profughi che partono dalla Libia aggiungendo l’obbligo per le navi europee di non ostacolare l’azione dei libici, una imbarcazione è affondata provocando almeno un centinaio di vittime.

Quegli esseri umani avrebbero potuto essere salvati se alla nave della ONG spagnola Open Arms le autorità maltesi non avessero rifiutato il carburante, costringendola a restare in porto, in ossequio alla linea - adottata dai governi italiano e maltese - di rifiuto di avallare operazioni di soccorso da parte di mezzi che non siano quelli inviati dalla Libia.

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