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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

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Il Pilastro europeo dei diritti sociali deve ora tradursi in realtà – In Europa, e nel resto del mondo, servono Regole (e Diritti) anche sociali

Oggi più che mai l'Unione europea - parte del mondo in cui i Sistemi di protezione sociale sono più avanzati (nonostante i feroci attacchi di questi ultimi anni) - deve far fronte a sfide sociali senza precedenti: strascichi della grande crisi 2008-2009, disoccupazione giovanile e di lunga durata, rischio di povertà in molte parti d'Europa, nuove opportunità e sfide insite in globalizzazione, rivoluzione digitale, mutamento dell'organizzazione del lavoro, sviluppi sociali e demografici, cambiamenti climatici, micro-conflitti e pluri-crisi ecc. ecc.. E da tempo quindi che ( per porre fine al rischio di uno smantellamento graduale delle conquiste sociali europee degli ultimi secoli; per facilitare, in Europa e nel resto del mondo, un vero processo di convergenza verso l'alto, e quindi, un vero progresso anche sociale, e anche per non diventare preda di estremismi e / o di miopi nazional-populismi) l''UE dovrebbe far sì che sviluppi economici e sociali procedano di pari passo.

La bandiera catalana e quella spagnola

LA PRIMA VOLTA A BARCELLONA
La mia prima volta a Barcellona e in Catalogna fu nell’agosto 1976, a bordo di una “cinquecento”. Il dittatore Francisco Franco era morto da poco (novembre 1975), ma il regime era ancora in piedi: il re Juan Carlos aveva confermato il Primo Ministro franchista Arias Navarro, che per divergenze con il re si era appena dimesso (luglio 1976). Nella capitale catalana era in atto un sussulto democratico straordinario.

La visita alla tomba di Spinelli di Renzi, Merkel e Hollande. Ventotene 22 agosto 2016

Dopo aver ascoltato il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella ho provato una profonda delusione: non solo perchè mi aspettavo un cenno sulla questione dirimente dell'integrazione delle centinaia di migliaia di persone che vivono, studiano e lavorano nel nostro paese senza aver ancora acquisito il diritto di cittadinanza(1); ma anche perché dopo la Brexit e l'arrivo di Trump, con le sue politiche isolazioniste e nazionaliste guidate dallo slogan "Make America Great Again", mi sarei aspettato un accorato appello per il contributo, quanto mai necessario, del nostro paese alla rifondazione di un'Europa unita politicamente, unica ancora di salvezza per i cittadini italiani ed europei nel mare agitato della globalizzazione.

Bandiere dell'Unione Europea e della Polonia a Torun

La pazienza dell’Europa nei confronti delle sistematiche violazioni dei valori fondanti dell’Unione (libertà, democrazia, uguaglianza, e stato di diritto) è finita e, finalmente, la Commissione alcuni giorni fa si è decisa ad invocare l’Art. 7 del Trattato dell’Unione Europea che tende proprio a sanzionare (ed in teoria, in qualche misura, a prevenire) queste gravi ferite allo spirito stesso dell’Unione Europea. Purtroppo, però, la pazienza è durata troppo ed ha reso evidentemente irrealistico attendersi che il ricorso a tale strumento possa produrre qualche effetto rischiando, anzi, paradossalmente, di rafforzare maggiormente la posizione del governo le cui derive anti democratiche vuole contrastare.

Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea, in un dibattito sulla situazione in Polonia. (© European Union 2016 - European Parliament - Attribution-NonCommercial-NoDerivatives CreativeCommons licenses creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/).

Sono trascorsi due anni da quando il governo e il parlamento in Polonia hanno deciso di cancellare l’indipendenza della magistratura, mettere il bavaglio alla Suprema Corte e interrompere prematuramente il mandato del Consiglio Superiore della Magistratura adottando una raffica di leggi e di decisioni in un crescendo che si è – per ora – concluso con l’adozione di due leggi concernenti il potere giudiziario ora sottoposte alla firma del Presidente della Repubblica.

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