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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

slogan della campagna sul clima - "Climate Chaos Who is to Blame" sul Monumento a Colombo, Barcellona

di Guido Viale*

Due temi oggi centrali, apparentemente distinti, andrebbero invece connessi in modo diretto.

Primo, la COP 21 di Parigi, forse ultima occasione per un’inversione di rotta sul riscaldamento globale che rischia di rendere irreversibili i cambiamenti climatici già in corso. A questa minaccia abbiamo da tempo contrapposto il programma di una conversione ecologica, sulle tracce di Alex Langer e, ora, anche dell’enciclica Laudato sì e del libro Una rivoluzione ci salverà dove Naomi Klein spiega che abbandonare i combustibili fossili richiede un sovvertimento radicale degli assetti produttivi e sociali; per questo le destre conservatrici, e non solo loro, sono ferocemente negazioniste. L’aggressione alle risorse della terra si lega alla povertà e alle diseguaglianze del pianeta: sia nei rapporti tra Global North e Global South, sia all’interno di ogni singolo paese: ciò che unisce in un unico obiettivo giustizia sociale e giustizia ambientale.

Barbara Spinelli al Parlamento Europeo

di Francesca Lacaita*

Nei giorni scorsi è tornata a circolare negli ambienti bruxellesi l’ipotesi di un’accelerazione verso strutture difensive comuni europee. L’occasione è stata data dall’anticipazione di un documento del Partito Popolare Europeo alla vigilia del suo congresso di Madrid, in cui si auspica una Cooperazione strutturata permanente, in particolare per istituire «un Comando medico europeo», impiegare «tecnologie per doppio uso militare/civile, come pure le navi per la sorveglianza marittima, gli aerei ed i droni» e a lungo termine «portare alla creazione di un esercito UE comune».

Crediti a Carlos Delgado; CC-BY-SA

Ci si sono messi in cinque, i cinque Presidenti, per scrivere un testo che apra una discussione sullo stato della "governance" dell'area euro. Già la cinquina dice qualcosa, o anche molto, sullo stato istituzionale, e democratico, della UE. Il mandato a riflettere ed elaborare sullo stato dell'Unione nella parte che usa la moneta unica e' arrivato dal Consiglio e in realtà riguardava solo quattro Presidenti. Anche qui la composizione parla da sola.

Jaroslaw Kaczynski

Le elezioni parlamentari polacche hanno decretato la vittoria dei conservatori di Diritto e Giustizia: possono rivelarsi un passaggio fondamentale non solo per la Polonia.
Fino al 2007 le maggioranze a Varsavia sono state debolissime, le legislature sono durate poco ed il Presidente della Repubblica è stato spesso ingombrante. Si pensi a Lech Walesa che affermava di dover continuamente irrompere nel campo del governo perché un paese è come un tavolo che per stare in piedi ha bisogno di una buona gamba destra e di una buona gamba sinistra, mentre nella Polonia degli anni novanta entrambe le gambe erano debolissime. Dal 2007 la stessa coalizione ha governato senza interruzioni; oggi il governo sarà formato senza alleanze postelettorali.

di Gabriele Pastrello* (pubblicato su "Il Manifesto" del 17 ottobre 2015 "Lafontaine e i veri nemici dell'Europa"Lafontaine e i veri nemici dell'Europa")

Sor­presa e pre­oc­cu­pa­zione sono le sen­sa­zioni susci­tate dalla let­tura della let­tera che Oskar Lafon­taine ha indi­riz­zato alla sini­stra ita­liana attra­verso le pagine del Mani­fe­sto (mer­co­ledì, 14 otto­bre). Per­ché è sicu­ra­mente vero che l’esito della trat­ta­tiva dell’Eurogruppo con la Gre­cia ha cam­biato il giu­di­zio sulle pro­spet­tive di for­zare la cami­cia di forza dell’austerità da parte di un governo di sini­stra in un paese euro­peo. Ma è l’indirizzo dell’attacco che mi sem­bra sba­gliato: non Fran­co­forte, ma Berlino.

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Eventi

Mercoledì 11 Ottobre 2017, ore 21:00, Casa della Cultura di Milano, via Borgogna 3. – Con la lectio magistralis su “Germania-Europa. Per un’economia umana”, Julian Nida-Rümelin inaugura l’ottava edizione della Scuola di Cultura Politica, “Alla ricerca della speranza politica nel tempo delle paure e del rancore"
Interverranno: Ferruccio Capelli (saluti e moderazione), Giovanni Battista Demarta (introduzione), Salvatore Veca (discussione). Segue discussione plenaria con il pubblico, ingresso libero.

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