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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

Personale navale dell'incrociatore irlandese LÉ Eithne (P31) impegnato nel recupero di migranti durante l'operazione Triton (15 giugno 2015)

di Guido Montani

In pochi mesi alcuni principi istituzionali dell’Unione Europea (EU) sono stati messi in discussione. La crisi Ucraina ha mostrato che l’UE non ha una politica estera: gli accordi di Minsk sono stati negoziati da Germania e Francia con l’Ucraina e la Russia, in assenza della responsabile europea della politica estera. Nel mese di luglio, il Ministro delle Finanze tedesco ha minato il principio dell’indissolubilità dell’Unione monetaria, proponendo l’uscita della Grecia.

Per un piano europeo per lo sviluppo sostenibile e l'occupazione

I Governi dell’Unione europea si sono assunti pesanti responsabilità sia con iniziative dirette, sia come comprimari, sia con una accondiscendenza passiva, nel promuovere il caos e le guerre da cui promana l’attuale flusso di profughi. Ma non sembrano aver mai compreso le dimensioni reali di questo cataclisma sociale; né averne previsto le drammatiche conseguenze. Prevalevano, ieri come oggi, cinismo, ignoranza,irresponsabilità. Ma ora che la crisi li ha investiti in pieno non sanno affrontarla, non riescono a trovare soluzioni condivise e non concepiscono altro che vecchie ricette: la guerra.

La guerra agli scafisti libici – unico esito certo dell’ultimo vertice intergovenativo – è un alibi, un’infamia e un crimine. Un alibi, perché si cerca di far credere che i flussi che hanno investito l’Europa possano essere ridimensionati - e risolti - accogliendo i “profughi” (che

gruppo di rifugiati

di Gretel Ledo

La parola esodo proviene dal latino exodus e significa uscita. Sono stati 400 gli anni di sottomissione e schiavitù che gli ebrei hanno sofferto nell’antico Egitto. La proprietà che si esercita su una persona implica la sua disumanizzazione. La sua natura propria viene tramutata in un mero oggetto. Non esiste per quella persona la minima possibilità di poter svolgere le proprie attività quotidiane. Ogni compito assegnato dal sistema porta a determinati comportamenti. La condizione di paria sociale in cui una persona viene emarginata, oppressa e spregiata origina una grave ferita nell'essenza stessa dell'uomo.

A favore di un New Deal europeo che di un fiscal compact

Dal rigore a uno sviluppo durevole e sostenibile: l'UE può farlo.

di Mario Leone*

“Nel 2012 l'Ue aveva l'occasione di realizzare due grandi innovazioni di politica fiscale: da un lato aggiornare la specificazione delle regole nominali (60% debito/Pil e 3% deficit/Pil) prendendo atto che le ipotesi macro-economiche su cui si basavano - fatte all'inizio degli Anni Novanta - non erano più attuali; dall'altro, far evolvere rapidamente l'esperienza del primo fondo Salva-Stati verso un embrione di politica fiscale comune, con emissione di debito comune da destinare non solo alle crisi di liquidità, ma anche alla costruzione di un primo sistema di trasferimenti interni all'Unione”.

"Un piano B per l'Europa" (fonte: www.risorgimentosocialista.it)

di Monica Frassoni *

Il testo presentato qualche giorno fa da Fassina, Mélenchon e Varoufakis ha il merito di tentare di organizzare una chiamata alla riscossa contro le politiche economiche, i metodi tecnocratici e autoritari, la strategia del "There is no alternative" che hanno caratterizzato un'Unione europea a guida teutonica e conservatrice.

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