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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

A favore di un New Deal europeo che di un fiscal compact

Dal rigore a uno sviluppo durevole e sostenibile: l'UE può farlo.

di Mario Leone*

“Nel 2012 l'Ue aveva l'occasione di realizzare due grandi innovazioni di politica fiscale: da un lato aggiornare la specificazione delle regole nominali (60% debito/Pil e 3% deficit/Pil) prendendo atto che le ipotesi macro-economiche su cui si basavano - fatte all'inizio degli Anni Novanta - non erano più attuali; dall'altro, far evolvere rapidamente l'esperienza del primo fondo Salva-Stati verso un embrione di politica fiscale comune, con emissione di debito comune da destinare non solo alle crisi di liquidità, ma anche alla costruzione di un primo sistema di trasferimenti interni all'Unione”.

"Un piano B per l'Europa" (fonte: www.risorgimentosocialista.it)

di Monica Frassoni *

Il testo presentato qualche giorno fa da Fassina, Mélenchon e Varoufakis ha il merito di tentare di organizzare una chiamata alla riscossa contro le politiche economiche, i metodi tecnocratici e autoritari, la strategia del "There is no alternative" che hanno caratterizzato un'Unione europea a guida teutonica e conservatrice.

Syrian refugees (Credits to flickr.com/photos/syriafreedom/20643264303 )

di Marco Bascetta *

Articolo pubblicato su Il Manifesto del 17 settembre 2015.

Il trat­tato di Schen­gen è a un passo dalla fine. Non nel senso di una sospen­sione tem­po­ra­nea, ma in quello di una sua defi­ni­tiva sepol­tura più o meno masche­rata. E, venuto meno il diritto alla libera cir­co­la­zione delle per­sone all’interno dell’Unione euro­pea, il passo verso il suo com­pleto disfa­ci­mento è con tutta evi­denza assai breve.

Gfe Firenze, #AllWeNeedIsMoreEU action

di Giulio Saputo

Un momento storico

Come forse saprete, anche se purtroppo molto spesso queste notizie non hanno l'ampia risonanza mediatica che meriterebbero, lo scorso 14 settembre a Roma è stato firmato un importante documento a favore degli Stati Uniti d'Europa da parte dei Presidenti dei Parlamenti nazionali italiano, francese, tedesco e lussemburghese. 

Pier Virgilio Dastoli
di Nicola Vallinoto
 
Abbiamo appena ricevuto la dichiarazione di Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Consiglio Italiano del Movimento europeo, con la richiesta di dimissioni collettive della Commissione europea in seguito al rigetto delle proposte Juncker da parte del Consiglio europeo dei Ministri degli interni appena conclusosi. Quali sono state le decisioni dei 28 governi per affrontare il problema di profughi e migranti? Quale il fronte dei paesi che si sono rifiutati di accettare le proposte seppure modeste della Commissione europea ?
 

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