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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

Jean Claude Juncker

di Mario Leone

Uno degli strumenti principali per riconquistare alla causa della costruzione della federazione europea il consenso dell'opinione pubblica consiste nel puntare sul rilancio dello sviluppo sostenibile e nella riduzione significativa dell'iniquità socio-economica a livello europeo.  Questo monito è ancora oggi vivo. Ed è nel cosiddetto Piano Juncker, presidente della Commissione UE, che lo sviluppo può trovare la soluzione.

Profugo con la bandiera europea

di Guido Viale *

Lungo l’autostrada Budapest-Vienna si è dissolto il futuro dell’Unione europea e ha fatto la sua comparsa una Europa nuova, fondata su una cittadinanza condivisa con profughi e migranti. La mossa di Angela Merkel è stata abile - le ha restituito una popolarità che la sopraffazione della Grecia aveva compromesso - e sacrosanta: ha permesso a migliaia di profughi di raggiungere la loro meta e ad altre migliaia di cittadini europei - austriaci e tedeschi, ma anche e soprattutto ungheresi - di dimostrare il loro vero sentire: rendendo felici altri milioni di europei. Ma quella mossa non tarderà a rivelarsi un bluff.

Ska Keller

Intervista.

(L'intervista a Ska Keller è stata realizzata da Jacopo Rosatelli, che ha gentilmente concesso la pubblicazione sul nostro blog, e pubblicata suIl Manifesto, 1 settembre 2015.)

La verde Ska Keller è relatrice all’eurocamera. Strasburgo vuole cambiare le regole e «bacchetta» i governi: «Dublino va superata». Delibera verso l'aula, anche il Ppe dice sì in commissione.

Sulle quote di migranti da ricollocare nei diversi stati dell’Unione europea interviene il Parlamento di Strasburgo. E bacchetta i governi.

Apertura del seminario federalista di Ventotene

di Mario Leone *

“È stato tutto un monologo sulla libertà quello che ho iniziato dal momento in cui le porte del carcere si sono chiuse alle mie spalle, un monologo che si è venuto man mano allargando e approfondendo. ... La conclusione cui non posso sottrarmi è che se per nulla al mondo vorrei rinunziare alla mia libertà, se l’ho difesa in me stesso contro i muri di pietre e contro i muri di idee, che mi circondano, se per essa ho accettato di distruggere tanta parte di me, devo volerla anche per il mio prossimo” Altiero Spinelli(1)

Ha scritto Altiero Spinelli nella sua meravigliosa autobiografia pubblicata per le edizioni del Mulino nel 1984: “… la federazione non era presentata come un bell’ideale, cui rendere omaggio per occuparsi poi d’altro, ma come un obiettivo per la cui realizzazione bisognava agire ora, nella nostra attuale generazione. Non si trattava di un invito a sognare, ma di un invito ad operare”(2). Questa azione è stata posta in essere sin dalla sua nascita dal Movimento federalista europeo, di cui abbiamo commemorato il 72° anniversario della fondazione 2 giorni fa, il 28 agosto.

Virgilio Dastoli al seminario federalista di Ventotene organizzato dall'Istituto Altiero Spinelli

di Pier Virgilio Dastoli (*)

L’idea di una riforma istituzionale delle Comunità secondo un modello federale attraverso una procedura costituente (cioè affidando a un’assemblea eletta direttamente dai cittadini per questo scopo o dando questo mandato al Parlamento europeo) non è nata con il progetto Spinelli. Essa è maturata in Spinelli dopo il Manifesto di Ventotene del 1941 e la creazione del MFE nel 1943, fu discussa al Congresso dell’Aja nel 1948 e fu poi lanciata dall’UEF nel novembre 1950 a Strasburgo sei mesi dopo la Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950.

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