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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

Il sonno della ragione genera mostri di Francisco Goya, Biblioteca Nacional de Espana, Madrid (Pubblico dominio)

I cittadini europei sono assillati da un dibattito politico confuso, spesso volgare e violento. Le più elementari regole della convivenza civile sono derise e violate dai leader politici, cioè proprio da chi ha la responsabilità primaria di difenderle. La crisi delle ideologie di cui si parlava nel secolo scorso sembra ora un dato di fatto. Le grandi ideologie politiche – il liberalismo, la democrazia e il socialismo – offrivano un orizzonte culturale in cui alla fine di un percorso di lotte difficili, dalla propria nazione al mondo, si poteva intravvedere una società cosmopolitica, capace di rendere effettivi i valori fondamentali della libertà, dell’eguaglianza e della giustizia sociale. Molti erano disposti a sacrificare il loro tempo, i loro interessi e, in casi estremi, la loro vita per una battaglia che valeva la pena di combattere.

L'intervento di Piero Graglia, ultimo a destra, al convegno dei Pettirossi Lombardia

ANTEFATTO.  Domenica 15 gennaio ho partecipato all'iniziativa, organizzata dai Pettirossi Lombardia, "Eutopia. La Sinistra tra Unione Europea e sovranità nazionale". Si trattava di un incontro al quale ero stato invitato, tardando a rispondere, e per la partecipazione al quale poi avevo insistito con l'ottima organizzatrice, Rosa Fioravante. Il tema che dovevo affrontare, insieme a Somma e D'Angelillo, era sulla compatibilità tra diritti costituzionali e trattati europei, e mi era stato chiesto di fare un'introduzione di tipo storico - non essendo io un giurista strictu sensu. Compito che avevo preso con piacere, presentando, dal mio punto di vista, la necessità che la sinistra, rimasta per lungo tempo indifferente al processo di integrazione economica, dovesse adesso affrontare una battaglia per la definizione, a livello superiore, europeo, di diritti e tutele già protetti dalle carte costituzionali nazionali. Il risultato è stato un ascolto attento, non scevro da qualche isolata e subito rientrata contestazione, ma soprattutto è stato l'emergere di posizioni che mi erano in gran parte ignote: una parte della sinistra "sinistra" disconosce l'Europa come campo di azione politica e preferisce tornare al tranquillizzante alveo nazionale. Con esiti che, secondo me, potrebbero essere deleteri.

Bandiera europea


Le forze del nazional-populismo stanno assediando i partiti di centro-destra e centro-sinistra che hanno guidato i paesi dell’Unione europea sin dalla sua fondazione. I governi europei non riescono più ad arginare l’assalto. Nel 2017 tutti aspettano con preoccupazione i risultati elettorali di Olanda, Francia, Germania e Italia per fare qualche cosa, ma nessuno dice cosa succederà alla fine dell’estenuante attesa. L’Unione europea è bloccata.

Mario Soares, 1975

Mario Soares ha segnato con tutta la sua vita di combattente e con la coerenza della sua storia politica oltre cinquant’anni della società portoghese, dell’Europa e della scena internazionale.

Ha scelto con determinazione la via socialdemocratica alla costruzione della democrazia, talvolta osteggiato all’interno del suo stesso partito.

Ha condotto con fermezza il Portogallo dentro le Comunità europee, prima, e dentro l’Unione europea poi, essendo consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato ma essendo profondamente convinto del valore aggiunto dell’integrazione europea rispetto alle illusorie vie nazionali.

Avventura interrail. Fonte: Flickr, Ruben Bos, Creative Commons

Chiarisco in queste righe, già condivise sui social network, la mia breve dichiarazione «L'Ue affronta crisi gravi su temi come i rifugiati, noi ragazzi siamo senza lavoro. Davvero pensano, con un viaggio, di poter dare basi solide a un progetto comune?» riportata sul quotidiano La Repubblica riguardo la possibilità di un interrail gratuito per i diciottenni europei. 

Come federalista convinto, non posso ovviamente essere contrario a un progetto europeo così concretamente vicino ai giovani e alla formazione. Vi chiederei soltanto di guardare le cose da un'altra prospettiva, di pensare a quali colossali problematiche l'Unione dovrebbe affrontare e su cosa invece stiamo dibattendo per prendere una posizione.

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