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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Europa

Orban al Parlamento europeo © European Union 2013 - European Parliament" (Attribution-NonCommercial-NoDerivs Creative Commons license

Le persone «arrivate illegalmente dovrebbero essere rastrellate e deportate», ha detto il premier ungherese Viktor Orbán.

Si possono dire tante cose quando si vive in un consesso dove la democrazia è qualcosa di acquisito ma non assolutamente garantito quando si toccano le sorti di vite umane.

Da quel muro eretto alla frontiera meridionale nel 2015 l’escalation avviata dall’Ungheria è una vera e propria dimostrazione di forza che si è concretizzata oggi con l’opposizione al principio del ricollocamento obbligatorio per i Paesi UE da parte dei Paesi dell'Est, che vogliono una «solidarietà flessibile». Orbán ha annunciato che il 2 ottobre si terrà un referendum sul principio del ricollocamento. 

Il vertice di Bratislava del 2016

* Intervento tenuto in occasione dell’incontro organizzato dal Gruppo del Senato del Partito Democratico in collaborazione con la Federazione provinciale di Latina del PD. Hotel Europa, Latina, 22 settembre 2016.

Per unire l'Europa, vi è forse più da distruggere che da edificare”. Alcide De Gasperi

La linea di divisione fra partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa quelli che concepiscono come fine essenziale della lotta quello antico, cioè la conquista del potere politico nazionale (…) e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopreranno in primissima linea come strumento per realizzare l'unità internazionale.
Per un'Europa libera e unita - Progetto di Manifesto, Ventotene, 1941

 

L’8 settembre scorso Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha rilasciato un’intervista al quotidiano italiano la Repubblica(1). Nella criticità del momento storico per il progresso dell’integrazione europea – ritiene la Mogherini e condivido come federalista europeo – “la futura uscita della Gran Bretagna dalla Ue ha tolto un comodo alibi dietro cui molti si nascondevano”, quindi, “senza il Regno Unito, il ruolo dell'Europa nel mondo può essere efficace solo con una maggiore integrazione”. In quali settori? In alcuni attualmente strategici come la difesa, la sicurezza, la politica estera e gli aiuti allo sviluppo. Negli ambienti accademici e nel mondo delle Istituzioni si discute molto su come attuare questa “maggiore integrazione”. La ricetta straordinaria (alla quale rinvio più avanti per le prospettive future) si trova nella revisione costituzionale dei Trattati, ma oggi lo strumento più idoneo sta nella c.d. “cooperazione rafforzata”.

Mario Draghi al PE, "© European Union 2014 - European Parliament" (Attribution-NonCommercial-NoDerivs Creative Commons license)

“Se noi costruiremo soltanto amministrazioni comuni, senza una volontà politica superiore vivificata da un organismo centrale, nel quale le volontà nazionali si incontrino (...) rischieremo che questa attività europea appaia, al confronto della vitalità nazionale particolare, senza calore, senza vita ideale potrebbe anche apparire ad un certo momento una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva”.

Alcide De Gasperi,Discorso all’assemblea consultiva del Consiglio d’Europa, Strasburgo, 10 dicembre 1951.

Il “Premio De Gasperi” ai “Costruttori d'Europa” per la prima volta è stato assegnato a un tecnico e non a un politico, Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea.

La figura di De Gasperi, “nel ricordo della sua esperienza, ci trasmette un messaggio ispirato, forte, convinto: ‘In Europa si va avanti insieme nella libertà’”, così l’incipit del discorso di premiazione tenuto a Trento ieri da Draghi.

Frauke Petry, capo partito di Afd Alternative for Deutchland, Alternativa per la Germania

Il fatto ed il contesto

Il Meclemburgo Pomerania Anteriore è il land all’estremo nord est della Germania, fino al 1990 è stata parte della Germania dell’est, il suo più grande centro è Rostock, 200.000 abitanti, importante porto sul Baltico.

Nonostante il land più settentrionale dell’ex DDR sia la regione della cancelliera Angela Merkel da ormai quasi un ventennio è un vero campo minato per i cristiano-democratici. Negli anni della riunificazione i socialdemocratici optarono per un timido gradualismo, Kohl con scelte anche simboliche come la conversione 1:1 tra il marco occidentale e quello della Germania dell’est si guadagnò le simpatie dei tedeschi orientali. La CDU governò il Meclemburgo Pomerania dal 1990 al 1998, dalla fine dell’era Kohl il land ha avuto solo primi ministri socialdemocratici. Dal 1998 al 2008 Harald Ringstorff ha governato il land in coalizione con il PDS, partito erede dei comunisti dell’est, il suo successo Erwin Sellergin ha governato la regione in coalizione con la CDU.

Una foto del seminario 2016 di Ventotene

*testo vincitore del premio "Antonio Saggio" 2016

L’Europa non vive un periodo felice della sua storia. A dire il vero, non è la prima volta che questo accade. La conflittualità, che ha caratterizzato la vita di questo continente, ci induce a pensare che, probabilmente,non possa esistere Europa al di fuori di questo perpetuo stato di incertezza. Ed, effettivamente, gli eventi di oggi sembrano confermare proprio questo, quasi senza lasciare diritto di replica: l’Europa è condannata alla decadenza.

XXVIII Congresso del MFE - Latina 28-29-30 aprile 2017

Scarica le tesi precongressuali e i contributi del XXVIII Congresso nazionale Movimento Federalista Europeo Latina, 28-29-30 aprile 2017

Verso un'Unione federale del popolo europeo, con il popolo europeo, per il popolo europeo. Per la pace, lo sviluppo, la giustizia sociale

 

 

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