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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Fridays for future a Genova - foto di Alessio Verardo

Un governo per gestire le emergenze climatica e...

Il giorno in cui gli eurodeputati del M5S hanno votato e scelto come presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno fatto una scelta di campo e compiuto una rottura nei confronti...

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Collage di foto con Kirill Petrenko, Eike Schmidt, Enrico Letta, Dominique Meyer, Alexander Pereira, Gabriele Finaldi, Sandro Gozi e Fabiola Gianotti

La difesa dei beni comuni europei non dipende...

In Italia la Lega (il vice ministro Matteo Salvini) e il M5S (il sottosegretario Stefano Buffagni) si sono scandalizzati che un italiano, Sandro Gozi, sia stato nominato Consigliere per la politica...

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la candidata alla presidenza della Commissione Europea Ursula Von der Leyen

Qualcosa di sbagliato nella giusta svolta rosa...

L’unione Europea talvolta predica valori che pratica male, è questo il caso del gender balance. In sessantuno anni di storia alla guida della Commissione Europea si sono avvicendati...

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Roma 25 marzo 2017. Manifestazione Marcia per l'Europa

L'euro e l'unificazione politica

1. Introduzione L’euro è giunto al suo ventesimo anno di vita, superando la crisi dei debiti sovrani di un’ intensità simile a quella della Grande Depressione degli anni...

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Locandina II giornata di studi federalisti Giacomo Croce Bermondi

Genova: 100 studenti a scuola di UE in vista...

Venerdì 29 Marzo, ore 9-17, Genova, Via Balbi 5, Palazzo dell’Università, Aula della Meridiana, 2° piano 100 ragazzi dei licei genovesi e del Dipartimento di Scienze...

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Fridays for future a Genova il 15 marzo 2019

Le contraddizioni di una politica ambientale...

La proposta di importanti e noti economisti americani, pubblicata dal Wall Street Journal del 17 gennaio, riportata in altra sezione di questa Rivista, è, per molti versi, speculare alla...

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by Obier Manifestazione dei gilet gialli a Vaugine à Vesoul (Haute-Saône) - Licenza CC BY-SA 4.0

Protesta sociale e democrazia nella UE

Le proteste pacifiche sono legittime. I politici hanno il dovere di ascoltare e rispondere, ma le recenti rivolte sociali in Europa hanno radici profonde. Sono la conseguenza della incapacità...

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Giuseppe Conte e Antonio Tajani

Gli insulti a Conte indeboliscono l'Italia, ma...

Se un leader politico di un altro paese europeo attacca il presidente del consiglio italiano insulta tutti gli italiani o almeno i milioni di italiani che con il loro voto hanno fatto nascere il...

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La plenaria della COP 24

La Conferenza ONU sul clima (COP 24) si è...

La COP 24 per il contrasto ai Cambiamenti Climatici (3-14 dicembre 2018) – che si è tenuta, in Polonia, a Katawice - ha coinvolto 200 Paesi con l’obiettivo di dare efficace...

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Marcia per l'Europa, Roma 25 marzo 2017

Ecco come riappropriarci dell’Europa come Patria...

di Romano Prodi (*) Esibiamo la bandiera europea il 21 marzo C’è molto in gioco nelle prossime elezioni europee, alle quali troppi cittadini si avvicinano con un senso di smarrimento...

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industria 4.0

La digitalizzazione del lavoro: Industria 4.0

SU COSA MI SOFFERMERO' - Internet, la grande disponibilità di dati, e la connessione tra computer e sensori, digitalizzazione e industria (impresa) 4.0 hanno dato inizio a una grande...

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CIME: Tavola rotonda "Ci eravamo tanto amati...

Questa volta, l'Assemblea-Congresso del Consiglio italiano del movimento europeo (CIME) è stata proceduta da una tavola rotonda. Di cosa si è parlato, nell'una e nell'altra? E cosa si...

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Tommy Tomescu, leader del partito europeo in Inghilterra

Tommy Tomescu is a Romanian dentist living and working in London. A passionate fighter for European citizenship rights, he ran for the European Parliament in the 2014 elections for his Europeans Party (you can watch him here as he defies anti-Romanian prejudices in Nigel Farage’s town). The struggle he is engaged in now deserves to be called heroic without fear of contradiction: he has mounted a legal challenge to the European Union Referendum Act 2015, which states that in the Brexit referendum only UK residents who are British, Irish and Commonwealth citizens will have the right to vote. As if suffering from a bad post-Empire hangover, MPs excluded EU citizens residing in Britain as well as Britons residing abroad for over 15 years: in other words, the people whose life will be most affected by Brexit, nationals of EU countries residing in UK and long-term British residents in EU countries, are denied the right to vote, but their fate may well be decided with the contribution of Bermudans, Canadians, and Falkland Islanders.

Tommy lost the first round and below he tells us what happened. We stand by him and wish him eventual success. Because we are shown the way to a breakthrough in transnational democracy and full-fledged citizenship rights – ultimately, a European Union of the citizens and for the citizens, if we think that’s something worth fighting for.

Thank you, Tommy!

(*) Il Trattato di Schengen è uno dei risultati più importanti conseguiti dall’Unione Europea. La libera circolazione delle persone assume un significato del tutto particolare in una realtà che ha sperimentato la distruzione causata da due guerre devastanti e la vergogna di un muro tirato su in fretta e furia nottetempo, crollato finalmente sotto i colpi del desiderio di libertà. Sono quegli eventi ad avere ispirato l’ideale di un’Europa unita e solidale, democratica e aperta, ma la paura sembra obliarne il ricordo.

azione paneuropea #DontTouchMySchengen

L'invito al presidio di Piazza Montecitorio a Roma di mercoledì 17 febbraio 2016 dalle 15:45 alle 19:00

 

Cara/o Cittadina/o Europea/o,

A metà febbraio, i rappresentanti dei Governi europei si riuniranno a Bruxelles per decidere alcune questioni cruciali sul futuro dell'Unione Europea.

Il Consiglio Europeo del 18 e 19 Febbraio vedrà - infatti - i Capi di Stato e di Governo dei 28 Paesi dell'Ue esprimere una posizione sui negoziati con il Regno Unito - in vista del referendum sulla cosiddetta ‘Brexit’ - e decidere se procedere alla sospensione biennale degli Accordi di Schengen, sancendone - di fatto - la morte.

locandina di American Rust

In questi anni i mezzi di informazione ci hanno dato l’idea che mentre gli Stati Uniti, dove è nata la crisi, ripartivano l’Europa rimaneva nel pantano. La stampa anglofona definisce l’Unione Europea come un sistema non riformabile e considera il nostro welfare insostenibile. Si pensi a Wolfgang Münchau (1), che afferma tutti i giorni che l’euro imploderà domani, sostiene che il sistema pensionistico tedesco collasserà e considera la Francia una Germania dell’Est dei nostri giorni, salvo poi dover ammettere che probabilmente Parigi ha beneficiato dell’euro almeno quanto Berlino. Federico Rampini (2) che da molti anni vive dall’altra parte dell’Oceano afferma che per gli americani l’Europa è una grande repubblica di Weimar, incapace di guarire dai suoi mali. Eppure non sono così sicuro che da un latro vi sia l’America che corre e dall’altro l’Europa che sprofonda.

Abolire la miseria di Ernesto Rossi

Il 2016 è iniziato in Europa con una fortissima crisi di sistema dettata dal flusso dell'immigrazione che sta minando alla base gli accordi di Schengen sulla libera circolazione. Il dramma ha profili economici e sociali che richiedono politiche europee molto più incisive.

Ciò è emerso dagli interventi di Draghi, Timmermans e Schäuble nel recente World Economic Forum di Davos, ma anche dalla Commissione europea per voce del presidente Juncker.

C’è un mix di problematiche che rischia di far soccombere il percorso dell’integrazione e sta nella combinazione “emergenza immigrazione-disoccupazione”.

L’Unione europea risponde come può. Si è sostenuto il parallelismo tra questa crisi con quella economica scoppiata nel 2008. Allora le istituzioni

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