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La situazione creatasi con il Coronavirus richiede interventi eccezionali, che devono essere presi tempestivamente e seguendo un piano per superare l’emergenza sanitaria e rilanciare l’economia

1°) il finanziamento della spesa sanitaria straordinaria è assicurato dagli interventi della BCE che ha deciso di acquistare titoli per ulteriori 750 miliardi, assicurando liquidità al mercato, riducendo i tassi di interesse e frenando così la crescita dello spread. Le risorse create dalla BCE devono anche assicurare la sostenibilità sociale nel dopo-Coronavirus

2°) la ripresa economica deve fondarsi sulla transizione all’economia verde e deve essere finanziata con l’emissione di titoli (gli eurobonds), che possono essere emessi dal Fondo Salva Stati (il MES) a un’unica condizione: che vengano destinati a investimenti per promuovere la transizione ecologica o alla produzione di beni pubblici (in primo luogo la ricerca) per garantire la salute pubblica e il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Gli investimenti possono essere sostenuti anche dalla Banca Europea degli Investimenti

3°) per stimolare gli investitori ad acquistare eurobonds occorre che il servizio del debito sia garantito o dai redditi prodotti (modello IRI per la costruzione del sistema autostradale italiano) o da risorse proprie del bilancio europeo. Se viene avviato il Green Deal queste risorse possono derivare da subito da due fonti: a) se il sistema di vendita dei permessi di inquinamento per le imprese che emettono CO2 viene esteso ai settori oggi esclusi e i permessi vengono venduti all’asta, si generano risorse che possono essere destinate al bilancio europeo; b) se i beni importati vengono tassati alla frontiera in misura pari al contenuto di carbonio il gettito affluisce direttamente al bilancio europeo in quanto si tratta di diritti doganali.

In prospettiva, se si vuole avviare un modello di sviluppo sostenibile con una maggiore quantità di investimenti e di produzione di beni pubblici a livello europeo occorre garantire - al di là delle fonti sopra indicate che possono essere utilizzate nel breve termine senza modifica dei Trattati - un’autonoma capacità fiscale dell’Unione, in primis con una web tax e una tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin tax). Nel medio periodo occorre quindi battersi per promuovere una riforma dell’articolo 311 (terzo comma) del Trattato in ordine alla creazione di nuove risorse proprie, prevedendo che possa essere decisa dal Consiglio a maggioranza (e non all’unanimità) e la piena partecipazione del Parlamento europeo, escludendo la ratifica di tutti i paesi membri. Su questa base si potrà prevedere a conclusione del processo il lancio di una Convenzione costituente che riveda i Trattati per avviare una politica estera e della sicurezza comune e per rafforzare le istituzioni secondo un modello federale.

Autore
Author: Alberto Majocchi
Bio
Alberto Majocchi è Professore emerito di Scienza delle Finanze nell’Università di Pavia. Ha insegnato presso le Università di Cambridge, York, Leuven, Ca’ Foscari, LIUCC Cattaneo e Insubria. Ha lavorato per la Direzione Ambiente della Commissione europea (commissione Delors); è stato consigliere economico del Ministero dell’Ambiente (governo Dini); ha presieduto l’ISAE – Istituto di Studi e Analisi Economica. E’ stato segretario nazionale del Movimento Federalista Europeo