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Dopo aver ascoltato ai principali TG nazionali le dichiarazioni della Presidente del Senato in occasione della Giornata dell’Europa il 9 maggio scorso, che ho reputato francamente vergognose, e dopo aver constatato che la direzione del Movimento Federalista Europeo in Italia non ha creduto opportuno reagire, mi sono sentito in dovere di scrivere una lettera aperta personale alla Presidente del Senato.
La mia voleva essere una testimonianza per dire alla seconda carica dello Stato: “Lei non parla in mio nome”

Non mi aspettavo certo una risposta, che difatti non è giunta. Ho inviato copia della lettera anche alla Ambasciata di Germania in Italia, perché reputavo la dichiarazione della Casellati una vera e propria provocazione nei riguardi del governo tedesco, dalla quale, come cittadino, volevo dissociarmi. L’Ambasciata ha avuto la cortesia di rispondermi e con molta diplomazia non ha reagito alla provocazione, anche se risulta (Repubblica 12 maggio) che la diplomazia tedesca si è mossa riservatamente e ha concordato con il governo italiano di evitare qualunque commento pubblico.

Riporto la mia lettera aperta alla Presidente del Senato, il link alla dichiarazione del 9 maggio e il testo della risposta dell’Ambasciata di Germania.

Alla Presidente del Senato della Repubblica, onorevole Maria Elisabetta Alberti Casellati

Ho letto le sue dichiarazioni in occasione del 9 maggio, giorno dell'Europa, e da vecchio federalista europeo sono rimasto molto deluso dalle sue parole e in particolare da due affermazioni.
La prima riguarda la Banca Centrale Europea: Lei invita l'istituzione europea a "fare presto", avvalorando la narrazione di una Europa che non si muove, mentre è noto, e Lei non può ignorarlo, che la BCE ha avviato la più colossale operazione di acquisto di buoni del tesoro degli Stati dell'area Euro e in particolare dell'Italia e che questa operazione è iniziata già a marzo (più presto di così !) e che entro la fine dell'anno ben 220 miliardi di Buoni del Tesoro italiani saranno acquistati dalla BCE.
E poi, mi consenta, ma l'espressione "mettere soldi nelle tasche dei cittadini" si addice ad un comizio elettorale e non a una dichiarazione ufficiale della seconda carica dello Stato.
La seconda osservazione riguarda il giudizio sulla Germania che si sarebbe "tirata indietro" addirittura "con pretesti" ritardando gli interventi in favore delle economie dei paesi europei.
L'accusa specifica ad uno Stato dell'Unione avvalora l'altra falsa narrazione che circola in questi giorni, che è sollecitata da componenti politiche nazionaliste e contrarie alla integrazione dell'Europa, che ci siano paesi "nemici" dell'Italia.
Lei non può non sapere che la Germania è il principale contributore netto della UE e che ha appena concordato con gli altri paesi di dar vita ad un "Recovery fund", un fondo per la ricostruzione garantito dal Bilancio dell'Unione, con la garanzia anche e soprattutto della Germania, che da una base di 320 miliardi intende mobilizzarne (effetto leva) circa 1.500.
Anche in questo caso, mi consenta, l'affermazione che la Germania usi "pretesti" è ben poco diplomatica sulla bocca della Presidente del Senato.
Lei conclude col grido "l'Europa brucia!", ma nel giorno in cui si festeggia la riconciliazione dei popoli europei, le sue parole sembrano alimentare il fuoco del rancore nazionalista e non quello della conciliazione fra i popoli.

Piergiorgio Grossi
Cittadino italiano, federalista europeo da sempre e attualmente segretario regionale ligure del Movimento Federalista Europeo

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Link al testo del comunicato del 9 maggio della Presidenza del Senato
http://www.senato.it/4522?comunicato=150801
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Testo della risposta dell’Ambasciata di Germania:

Gentile Signor Grossi,
grazie per la Sua mail inviataci il 13.5.

L’attuale crisi dovuta a Covid-19 rappresenta senza dubbio una sfida di rilievo per l’Europa. Siamo convinti che la cooperazione all’interno dell’Unione Europea rappresenti la via da percorrere e che le istituzioni comuni abbiano già dimostrato con molti provvedimenti di aver compreso l’importanza del momento.
In Germania vi è la consapevolezza che la soluzione non possa risiedere in vie nazionali, ma piuttosto in scelte condivise. Come ha pronunciato di recente il Ministro degli Esteri Heiko Maas in una intervista alla televisione italiana, solo se le cose vanno bene in tutta l’Europa, anche la Germania starà bene. Allo stesso tempo, la solidarietà dovrà essere non solo simbolica, ma anche molto concreta.
Italia e Germania dovranno dunque continuare a lavorare fianco a fianco, tra Roma, Berlino e Bruxelles, per raggiungere gli obiettivi e garantire i valori che ci accomunano.
Cordialmente
Ufficio Stampa dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia

Autore
Piergiorgio Grossi
Author: Piergiorgio Grossi
Bio
Piergiorgio Grossi, 67 anni, laureato in Ingegneria meccanica siderurgica,ha lavorato come dirigente commerciale presso l'ILVA a Genova e Milano; federalista europeo e promotore del Comitato per il Reddito Minimo Garantito in Liguria, è oggi segretario della sezione di Genova del Movimento Federalista Europeo.
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