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Europa in Movimento

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Italia

Fridays for future a Genova - foto di Alessio Verardo

Il giorno in cui gli eurodeputati del M5S hanno votato e scelto come presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno fatto una scelta di campo e compiuto una rottura nei confronti dei compagni inglesi dell’Ukip con i quali hanno condiviso i banchi al Parlamento europeo nella scorsa legislatura e nei confronti della Lega alleato di governo in Italia. Sia l’Ukip che la Lega hanno votato contro l’elezione della von der Leyen. Una scelta di campo tra chi pensa che il governo dei problemi si giochi almeno a livello continentale e chi invece ritiene che la sovranità la si possa esercitare a livello nazionale con il solito ritornello, comodo quanto inattuale, “riprendiamoci la sovranità”.

Giuseppe Conte e Antonio Tajani

Se un leader politico di un altro paese europeo attacca il presidente del consiglio italiano insulta tutti gli italiani o almeno i milioni di italiani che con il loro voto hanno fatto nascere il governo? Io credo proprio di no.
Come noto la polemica infuria perché l'ex premier belga e leader dei liberali al parlamento europeo Guy Verhofstadt ha chiesto al premier Conte quando smetterà di essere il burattino di Di Maio e Salvini.
Ora e' bene sottolineare che il vulcanico politico belga non ha certo il copyright sul Burattino-Conte.
Sul finire dell'estate scorsa sono stato molto colpito da un articolo pubblicato da Repubblica a firma di Francesco Merlo dal titolo "Conte, il burattino che non riesce a diventare Pinocchio". Ho subito pensato che nel recente passato, quello di cui ho memoria politicamente e che comincia con il 1994 spesso il premier in carica si e' confrontato con l'ostilità di una parte della popolazione e di una parte della stampa, penso a Berlusconi, Prodi e Renzi,ma mai nessuno e' arrivato a sostenere l'assoluta irrilevanza del premier. Tra l'altro in questi mesi mi e' sembrato che per la prima volta non solo quotidiani vicini o affini alle forze di opposizione attacchino Conte ma perfino testate come Libero e il Giornale che hanno tirato la volata alla Lega mettano in dubbio, per usare un eufemismo, le capacità del nostro premier.

Questa volta, l'Assemblea-Congresso del Consiglio italiano del movimento europeo (CIME) è stata proceduta da una tavola rotonda. Di cosa si è parlato, nell'una e nell'altra? E cosa si è deciso?

L’Assemblea CIME del 16 novembre 2018 è stata preceduta dalla Tavola rotonda “ Ci eravamo tanto amati Italia Europa .. e ora?” – promossa dall’On. Casini – e coordinata dal giornalista francese (Liberation) Eric Jozsef. In estrema sintesi,  qui di seguito, alcuni punti emersi nel corso di questi lavori.

Antonio Megalizzi

Certo, Antonio non è morto a causa delle sue idee europeiste poiché il suo assassino non le conosceva. 

Non di meno Antonio è morto perché si trovava a Strasburgo e stava cercando di spiegare ai cittadini europei come funziona il Parlamento europeo e qual'è il valore aggiunto del progetto europeo.

Io sto con Riace

del Comitato io sto con Riace

"La criminalizzazione dell’esperienza di Riace e l’assurdo arresto di Mimmo Lucano sono stati il detonatore che ha fatto esplodere l’ansia di libertà, di giustizia sociale, la voglia di ritrovarsi in tanti/e in Italia, in Europa e in altri angoli del mondo, in nome dell’umanità, della solidarietà, dell’accoglienza, dell’inclusione, di un’altra idea di società e di mondo.  Si è così rotta la cappa plumbea e oppressiva del securitarismo nazionalista e sovranista, che grava sull’Italia e sull’Europa, chiude i porti, smantella i sistemi di accoglienza diffusa, respinge i disperati che scappano da condizioni esistenziali inumane, che rincorrono sogni di libertà e di una vita migliore. 

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