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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Italia

Costituzione della Repubblica Italiana

La nuova costituzione non è stata scritta né dagli eurocrati né da JP Morgan

Nell'Unione esiste un meccanismo di concertazione delle politiche economiche, dove il potere di veto di Bruxelles tra l'altro non è neanche troppo lineare e chiaro, non esistono programmi europei di allineamento delle istituzioni e delle costituzioni. In compenso due organizzazioni internazionali che non hanno poteri vincolanti, l’OCSE e il Consiglio d’Europa(1) hanno censurato la scelta del 2006 del governo Berlusconi di modificare la legge elettorale a pochi mesi dalle elezioni perché indietro nei sondaggi. L’OCSE ci dice che non si cambia la legge elettorale a meno di un anno dalle elezioni(2), il Consiglio d’Europa ci dice che sarebbe opportuno che le leggi elettorali venissero approvate con procedure appesantite rispetto a quelle della legge ordinaria. Io sono perfettamente allineato a tali affermazioni non perché le hanno espresse due organizzazioni internazionali, ma perché i principi in questo caso affermati sono sacrosanti.

Che questa riforma costituzionale intenda “costituzionalizzare” politiche e pratiche favorevoli alle imprese è noto. Sappiamo del peso che ha sulla politica italiana la banca d’affari americana JP Morgan, e siamo consapevoli della rispondenza della riforma costituzionale alle indicazioni del famoso rapporto della medesima banca datato 2013, quello che deplorava nelle Costituzioni dei paesi dell’Europa meridionale sorte sulle ceneri dei fascismi «una forte influenza socialista, che riflette la forza politica che le sinistre conquistarono dopo la sconfitta del fascismo», e nei loro sistemi politici «le seguenti caratteristiche: governi deboli; stati centrali deboli rispetto alle regioni; tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori; costruzione del consenso fondata sul clientelismo politico; e il diritto di protestare se cambiamenti sgraditi arrivano a turbare lo status quo».

Si vuole cioè giungere a un sistema in cui i desiderata dei padroni dell’economia – sempre meno graditi alle opinioni pubbliche dei vari paesi, ma che formano ormai un paradigma di ideologie, di politiche e di interessi da cui i ceti politici governativi non riescono a staccarsi – vengano recepiti rapidamente, minimizzando, neutralizzando e marginalizzando gli eventuali dissensi, e senza gli impacci di tutele costituzionali.

Persone per strada

Su “Il Manifesto” del 5 luglio scorso, Stefano Fassina ha pubblicato un articolo intitolato Sinistra italiana, per tornare in campo rottamare Renzi non basta. Appunti per la fase costituente. Periferie,sovranità nazionale, centralità della persona e senso del limite. Come si comprende dal sottotitolo, l’autore intende indicare un’agenda della sinistra alternativa al PD di Renzi.

Poster dello spettacolo ventOtene

Sabato 21 e domenica 22 maggio, le celebrazioni ventotenesi per il trentennale della morte di Altiero Spinelli – autore insieme con Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann - del manifesto «Per un’Europa libera e unita», saranno accompagnate dalla messa in scena dello spettacolo “ventOtene” a cura del‪la compagnia teatrale Alibi. Per l'occasione Europa in movimento intervista Walter Prete autore dello spettacolo teatrale.

ventOtene è un racconto all’incrocio tra la Storia con la esse maiuscola e le storie di amicizia, di lotta politica e d’amore di un gruppo di giovani antifascisti italiani che al confino, mentre la guerra brucia l’Europa, danno alla luce il Manifesto di Ventotene, il documento che a più di settant’anni dalla pubblicazione è guardato ancora come l’atto di nascita del processo di integrazione europea.

Perugia

Sabato scorso, nelle ovattate sale del teatro Morlacchi, una ventina di “utopisti realisti” ha dato vita alla prima sezione perugina del Movimento federalista europeo (MFE). In Umbria esiste già un gruppo del MFE ad Orvieto; ma la nascita della nuova sezione nel capoluogo segna un importante passo per il federalismo europeo nella regione.
Federalismo? si chiederanno i lettori più scaltri (e chi non lo è oggi). Quale capacità di incidere sulla realtà potrà mai avere un movimento come questo, che si propone di creare una federazione attraverso il rafforzamento delle istituzioni di Bruxelles? In una fase storica come l’attuale poi, contraddistinta dal germinare di aneliti e partiti politici che chiedono tutt’altro: più identità nazionale, niente stranieri e meno Unione europea.

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Eventi

Mercoledì 11 Ottobre 2017, ore 21:00, Casa della Cultura di Milano, via Borgogna 3. – Con la lectio magistralis su “Germania-Europa. Per un’economia umana”, Julian Nida-Rümelin inaugura l’ottava edizione della Scuola di Cultura Politica, “Alla ricerca della speranza politica nel tempo delle paure e del rancore"
Interverranno: Ferruccio Capelli (saluti e moderazione), Giovanni Battista Demarta (introduzione), Salvatore Veca (discussione). Segue discussione plenaria con il pubblico, ingresso libero.

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