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Europa in Movimento

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Italia

Dopo il (vano) tentativo di espropriare la democrazia italiana dal suo naturale alveo europeo, sventato dal Presidente della Repubblica Mattarella all’atto di nomina dei ministri del Governo Conte, siamo ora davanti a un continuo manifestarsi di accelerazioni populiste e nazionaliste guidate dal Ministro dell’interno Salvini.
Questi continui attacchi alla pacificazione nazionale ed europea, cavalcano l’onda (direi bassa) della soluzione ai flussi migratori, soprattutto nel Mediterraneo che vedono l’Italia (insieme alla Grecia porti di “primo approdo” secondo il regolamento di Dublino, c.d. Dublino III) ma prendono le mosse da lontano, e non sono certo state risolte dal recente Consiglio europeo di Bruxelles degli ultimi giovedì e venerdì di giugno.

Aziz Sawadogo alla manifestazione del 25 aprile 2018

Al Ministro degli Interni Matteo Salvini,

sono un giovane studente nero, e ci tengo a precisarlo, a tutti gli effetti italiano.

Con questa mia lettera, la prego d’accogliere il mandato istituzionale che i cittadini italiani le hanno concesso, la prego, ancora, d’abbandonare gli strali da campagna elettorale.

Le elezioni le ha vinte, faccia, dunque, il Ministro e non il politico in cerca di voti.

Lei in quanto responsabile del Viminale ed esponente del Consiglio dei Ministri ha sulle spalle un’enorme responsabilità, che non si traduce solo nel conseguire i punti programmatici del contratto che ha stipulato con i suoi alleati di Governo, ma si traduce anche, anzitutto, come ruolo guida nei confronti della cittadinanza.

E le sue ultime dichiarazioni non vanno in questa direzione, non perseguono l’interesse nazionale, anzi stanno letteralmente inclinando in maniera pericolosa l’assetto sociale.

Il Presidente Conte al Senato della Repubblica, 05/06/2018 - licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

Il discorso di insediamento al Senato di Giuseppe Conte non scioglie i dubbi sulla realizzabilità del programma di governo firmato dal M5S e dalla Lega e sul ruolo che avrà il presidente del consiglio in mezzo ai due azionisti di maggioranza: Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Il discorso, durato oltre un’ora, è stato molto generico e non ha riportato alcun riferimento ai valori antifascisti della Resistenza, grazie alla quale è nata la nostra Repubblica, né al significato storico della nostra partecipazione all’Unione europea, quale strumento di pacificazione del nostro continente. 
 

Locandina I Volti dell'Europa

All’Albergo dei poveri una mostra tra arte e storia dedicata a chi sognò l’Europa unita

Il 9 maggio, in occasione della festa dell’Europa, è stata inaugurata presso l’ex Albergo dei poveri, la mostra intitolata “I volti dell’Europa. Una mostra tra arte e storia dedicata a chi sognò l’Europa unita”. L’allestimento si compone di 19 ritratti di alcune tra le più significative personalità che contribuirono al progetto europeo, a partire da un insospettabile Giuseppe Garibaldi, fino ai padri fondatori dell’attuale Unione europea, passando per la Resistenza e per il contributo femminile alla causa degli Stati Uniti d’Europa. I giovani artisti autori di questi ritratti sono i talentuosi alunni della classe V B del liceo artistico Klee Barabino. L’iniziativa è infatti il frutto di un progetto di Alternanza scuola/lavoro i cui promotori sono stati il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli studi di Genova e la sezione genovese della Gioventù federalista europea. L’obiettivo del progetto è stato quello di guardare con occhi diversi, e verosimilmente con quelli delle generazioni più giovani, i volti spesso dimenticati di questi grandi personaggi del nostro passato, e diffonderne la conoscenza storica in maniera allettante e originale. Ogni ritratto è infatti accompagnato da una scheda biografica che illustra le tappe salienti delle avvincenti vite di ciascuno e da una breve spiegazione delle scelte stilistiche dei giovani autori.

La mostra è a ingresso libero e sarà visitabile fino al 27 settembre 2018 presso l'ex Albergo di Poveri a Genova.

Vai alla galleria dei volti dell'Europa

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John Maynard Keynes

La crisi della politica in Italia ha cause sia remote che recenti, com’è risultato evidente dai risultati delle elezioni del 4 marzo che premiano una maggioranza di scontenti, ma non indicano in quale direzione debba orientarsi un futuro governo. Tra queste cause vi è ovviamente la crisi dei partiti che si richiamano alle ideologie tradizionali che, a sua volta, è parte della crisi dello stato nazionale in Italia, in Europa e nel mondo, di cui ci si ostina a non prendere atto.

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