Questo sito utilizza cookie di terze parti. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso

Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Italia

Bambini poveri con due capre, unica fonte di sopravvivenza, Africa

di Salvatore Sinagra*

Negli ultimi due anni, forse con un po’ di ritardo rispetto ad altri paesi europei, anche in Italia ha infuriato il dibattito su povertà e disuguaglianza.

Leggendo la stampa estera, frequentando corsi di lingua e viaggiando per l’Europa ho avuto la sensazione che nei paesi più ricchi e con la disoccupazione più bassa del continente vi sia più attenzione per gli ultimi ed un dibattito sull’esclusione sociale ben più profondo che in Italia.

Matteo Renzi al Parlamento Europeo

di Redazione Europa in Movimento

Ha sorpreso molti la durezza delle dichiarazioni del premier Renzi all’indomani delle osservazioni della Commissione Europea sulla opportunità di orientare la riduzione della tassazione sul costo del lavoro piuttosto che sulla casa, come invece annunciato dal governo. Renzi ha infatti dichiarato che la politica fiscale dell'Italia "la decidiamo noi" e non ce la facciamo dettare da "un burocrate di Bruxelles".

Marcia per la pace “Per una Europa di pace”, Perugia-Assisi, 12 ottobre 2003.

di Lidia Menapace *

Continuo a chiedermi, perché mai, invece di inseguire le evoluzioni dei vari capi di stato europei nelle loro giravolte di fronte al fenomeno "invincibile" delle Migrazioni di massa, che sta incominciando, noi non offriamo almeno agli altri/e europei/e di prendere in considerazione la modesta proposta, che è nella nostra Costituzione e che mostra una straordinaria lungimiranza, eppure non è mai citata.

Una pagina del Manifesto di Ventotene

Il 14 settembre scorso la presidentessa della Camera Laura Boldrini ha firmato una dichiarazione ("Più integrazione europea, la strada da percorrere") insieme al suo omologo tedesco Norbert Lammer, a quello francese Claude Bartolone ed a quello lussemburghese Mars Di Bartolomeo, che supporta un’evoluzione istituzionale dell’Unione Europea, consistente in una maggiore integrazione che potrebbe portare anche ad uno Stato Federale.
Tale presa di posizione potrebbe aprire una nuova stagione per la casa comune europea, dopo quella dello stallo del processo di integrazione, dei trattati bocciati e della costituzione rigettata e dopo quella delle crisi finanziarie, del debito e dei migranti.

Film "Goodbye Lenin"

di Salvatore Sinagra

Dopo la crisi di Lehman Brothers e quella del debito sovrano non era difficile immaginare che qualcuno potesse guardare a modelli alternativi a quello europeo, così c’è chi sostiene che non possiamo permetterci il welfare e guarda agli Stati Uniti, peccato che la crisi è partita proprio dal continente americano; chi è entusiasmato dalla Cina perché pensa che le dittature rispondano più rapidamente alle crisi e siano più coerenti con i tempi della globalizzazione, peccato che l’unica cosa che abbiamo capito dalla ultima bolla è che la leadership di Pechino è tutt’altro che infallibile nella gestione dell’economia; e poi c’è chi guarda a modelli improbabili come l’Ungheria. Colpisce che qualcuno, che magari si definisce progressista, critichi Angela Merkel che accoglie i migranti e giustifichi Orbán che li perseguita.

Firma l'appello!

firma l'appello Senza una politica migratoria umana ed un'Europa federale non c'è futuro

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla nostra mailing-list per ricevere gli ultimi articoli direttamente nella tua mail!

Eventi

MobilitAzioni

fermiamolafebbredelpianeta

 

unpa campaign

neawdealbee

banner iniziativa GFE Don't Touch My Schengen

Petizione All Free Move

 

Europa in onda

Europa in onda

Rss

feed-image rss