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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Italia

Il presidio federalista davanti a Montecitorio, 17 febbraio 2016

In continuità con la mobilitazione del 30 gennaio, in occasione della storica visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi sull’isola di Ventotene, la Sezione “Altiero Spinelli” di Roma del MFE e della GFE ha organizzato e coordinato una nuova manifestazione, mercoledì 17 febbraio, davanti alla Camera dei deputati.

Nell’Aula di Palazzo Montecitorio si discuteva alla presenza di Renzi, la posizione del governo italiano in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 febbraio sul negoziato con il Regno Unito per evitare la Brexit e sulla crisi dei rifugiati.

Delegazione federalista a Ventotene in occasione della visita di Renzi

(*) L’importanza della visita del Premier Matteo Renzi lo scorso 30 gennaio a Ventotene non risiede tanto in ciò che ha o non ha detto, ma nella rilevanza politica e nella risonanza mediatica di cui hanno potuto godere le proposte dei federalisti.

Per la prima volta un Presidente del Consiglio in carica ha scelto di lanciare il suo messaggio dall’isola del Manifesto “Per un’Europa libera e unita”, proprio il giorno dopo un delicato vertice con Angela Merkel. Erano mesi che alcuni militanti lavoravano a questa visita e le sezioni MFE di Roma e del Lazio, insieme ad una rappresentanza nazionale della GFE, non hanno voluto farsi sfuggire l’occasione di far ascoltare al grande pubblico la voce per gli Stati Uniti d’Europa.

Matteo Renzi a Santo Stefano, 30 gennaio 2016. Licenza CC governo.it

Caro direttore,

Le ricette del prof. Monti, del premier Renzi e dell'on. La Malfa non faranno guarire l'Unione europea malata.

Serve all'Unione europea una cura che è stata proposta più volte da Altiero Spinelli ma che i governi nazionali - e le istituzioni europee di Bruxelles che ad essi obbediscono sempre di più (non "ce lo chiede l'Europa" ma sono i governi che lo chiedono all'Europa) - si sono sempre rifiutati di applicare. 

Il fiscal compact è "stupido" come lo era il patto di stabilità (senza crescita) perché ignora le esigenze dei cicli economici.

Gli stretti margini di flessibilità che rivendica Renzi per il bilancio italiano non servono per far ripartire la crescita (socialmente e ambientalmente sostenibile) italiana se essa non si inserisce nel rilancio della crescita sostenibile europea.

Laura Boldrini

In Italia ci sono molti federalisti, devono solo unire le loro forze e svolgere azioni efficaci.
Negli ultimi mesi nessun politico italiano si è speso per la causa federalista come Laura Boldrini. Da diverso tempo ammonisce che è necessario rilanciare il progetto europeo per evitare che il Vecchio Continente sprofondi in un nazionalismo sterile e pericoloso, in autunno insieme ai suoi omologhi francese, lussemburghese e tedesco ha sottoscritto un documento che sostiene la necessità di nuovi progressi dell’Unione Europea che potrebbero anche comportare un’evoluzione federale e adesso propone una consultazione popolare sulle attuali carenze, sull’assetto istituzionale e sulle prospettive future dell’Unione Europea (1). Quindi la presidentessa della Camera vuole caratterizzare il suo mandato con un significativo impegno per la Federazione Europea e vuol fare seguire azioni concrete alla dichiarazione sottoscritta con i suoi tre omologhi.

Europa al bivio (Alvaro Millan CC BY-ND 2.0)

Lo scambio di accuse e di battute è ormai quotidiano. Renzi e la UE se le mandano a dire di santa ragione. Per chi è abituato ai teatrini italici l'idea è quella di un gioco delle parti. Uno degli uomini, e dei governi, interpreti dei voleri della Troika e del pilota automatico manda in scena ora il repertorio del Partito della Nazione, quello che alza la voce e sbatte i pugni. D'altronde in tanti in Europa in questo momento riscoprono le loro prerogative di capi di Stato in particolare nell'orrida gara a chi si comporta peggio con i migranti. Chi è abituato invece ai riti di Bruxelles, e ne conosce le dinamiche, sa però che certi toni alludono a qualcosa di più duro e che Bruxelles, e l'asse tedesco francese, mal sopportano le alzate di capo su certi temi.

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