MobilitAzioni
Sabato 25 gennaio 2020 | Giornata di mobilitazione internazionale per la pace
‘Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace!’
Contro le guerre e le dittature a fianco dei popoli in lotta per i propri diritti
Sabato 25 Gennaio saremo tanti in Italia e nel mondo ad occupare le piazze per chiedere alle istituzioni, ai politici, ai grandi della terra di fermare le guerre, di disarmare l’economia, di rispettare e di ascoltare le voci e le legittime richieste dei popoli in rivolta per la pace, la democrazia e la giustizia sociale in medio oriente e nel resto del mondo.
Una delegazione di federalisti genovesi in rappresentanza dei promotori ha consegnato l'appello "Salviamo Venezia. Patrimonio dell'umanità e distretto dell'UE" al presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in visita a Genova in occasione di due incontri pubblici. E' stata illustrata la motivazione dell'appello, già tradotto in quattro lingue, sollecitato da un reportage dello scrittore veneziano Roberto Ferrucci pubblicato domenica 17 novembre sul quotidiano francese Le Monde in cui afferma che “Venezia la può salvare soltanto il resto del mondo. Una organizzazione sovranazionale composta da gente competente e capacissima".
The Venetian writer Roberto Ferrucci, in an article in Le Monde, concludes a story about the high floods disaster in Venice with the following words: “Venice can only be saved by the rest of the world; by a supranational organisation composed of very competent and capable people”.
The Venice disaster, as well as the one in Matera, shows that the protection of our common cultural heritage must be entrusted to an European protection agency and not just to the host countries.
In einem Artikel in Le Monde schließt der venezianische Schriftsteller Roberto Ferrucci einen Bericht über die Katastrophen des Hochwassers in Venedig mit den folgenden Worten: „Nur die übrige Welt kann Venedig retten. Ein supranationaler Organisation, bestehend aus kompetenten und sehr fähigen Menschen“.
Die Katastrophe in Venedig, wie die in Matera, zeigt, dass der Schutz des gemeinsamen kulturellen Erbes den europäischen Schutzstrukturen anvertraut werden muss, und nicht allein den jeweiligen Ländern überlassen werden kann.
L'écrivain vénitien Roberto Ferrucci estime, dans une tribune publiée sur “Le Monde”, que "Venise coule parce que ses habitants n'ont pas su empècher la forte crue qui submerge la ville. Il n'y a que le reste du monde qui pourra sauver Venise. Il faut une organisation supranationale composée de personnes compétentes et très expérimentées."
Le désastre de Venice, tout comme celui de Matera, démontre que la sauvegarde des patrimoines culturels communs doit ètre confiée à des administrations de tutelle européennes et non pas aux seuls pays hòtes.













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