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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Mondo

Scrivere oggi della Giornata mondiale del rifugiato sconta un sentimento di angoscia che ha bisogno di essere eliminata. Abbiamo più volte sottolineato, anche su questo blog, il disinteresse collettivo verso problematiche così gravose, quasi a nulla è valsa la politica europea di accoglienza per il rialzare il "morale" di un'Europa statica.

Gli accordi con la Turchia, per sedare le pressioni delle migrazioni verso la Grecia e verso l’Italia lasciano strascichi di incertezza sulla garanzia della tutela dei diritti umani. Ma la cosa che spaventa, rende sempre insicuri, sono i dati impietosi davanti una catastrofe annunciata.

Marcia a Washington per il controllo delle armi, 2013

Domenica un cittadino americano di origini afghane è entrato in un locale gay con un'arma d'assalto uccidendo 50 persone e ferendone 54. L'assassino aveva più volte espresso simpatie per i terroristi islamici. L'ISIS ha rivendicato l'attentato. L'ultimo massacro è stato compiuto poche ore dopo l'omicidio di una star della musica poco più che ventenne e pochi mesi dopo la strage di San Bernardino in cui due coniugi di origini pakistane uccisero 14 persone e ne ferirono 17.
L'accaduto è diventato subito tema di campagna elettorale con Donald Trump che ha nuovamente rilanciato l'idea di vietare ai musulmani l'ingresso nel paese ed ha nuovamente accusato l'establishment di esercitare una leadership troppo debole. Hillary Clinton da parte sua ha ribadito di non voler negare l'esistenza del terrorismo islamico ma ha anche detto che negli Stati Uniti bisogna cambiare la legge sulla circolazione delle armi.

Morozov alla conferenza re:publica di Berlino (2010)

Su «Internazionale» è apparsa all’inizio di aprile la traduzione di un pezzo dell’accademico di origini bielorusse Evgenij Morozov, dal titolo Il capitalismo tecnologico rinuncia alla democrazia (1). Morozov sostiene che il capitalismo democratico occidentale versa in una profonda crisi: il capitalismo non risolve i problemi, ma non esistono modelli alternativi. Per l’accademico povertà, disuguaglianza, disoccupazione giovanile, acqua inquinata e alloggi troppo cari sono sintomi di un sistema non più sostenibile. Morozov è notoriamente scettico sulla possibilità che le nuove tecnologie conducano ad un mondo più equo e più democratico.

un'immagine dall'alto della Terra

Per tutto c’è il suo tempo, c’è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo
(Ecclesiaste 3:1)

Le peculiarità dei singoli Paesi hanno dovuto cedere il passo a una serie di problematiche che sfidano i limiti convenzionali fissati dalla nozione classica di Stato-nazione.

Sono i rischi globali ad aver destato una maggiore attenzione negli ultimi tempi. Si tratta di un accadimento, o meglio di una condizione incerta, che, se non affrontata, porterebbe con sé un impatto negativo tale dal provocare seri danni nei prossimi 10 anni.

President of the European Council, Herman Van Rompuy, and President of the United States, Barack Obama, shake hands concluding the EU-US Summit, Washington, 28 November, 2011 (fonte flickr)

In una lunga intervista di Jeffrey Goldberg, publicata su The Atlantic (April 2016), intitolata The Obama Doctrine, il Presidente americano Barack Obama discute delle linee fondamentali della sua politica estera, fornisce qualche indicazione sul futuro dell’ordine internazionale e fustiga l’Europa per la sua incapacità di assumersi responsabilità internazionali. Una breve sintesi di questa intervista e qualche commento sono necessari per evidenziare i meriti di un Presidente che si è trovato a gestire una difficilissima situazione interna e internazionale.

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