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Laura Codruta Kovesi, la prima procuratrice europea, CC BY 3.0 - AGERPRES, cropped by Ionutzmovie - https://www.youtube.com/watch?v=u0dhLmUmEso

Sei colpi di pistola, di cui uno alla nuca, hanno ucciso il 9 aprile scorso ad Atene il giornalista greco Giorgios Karaivaz; nel 2017 una autobomba ha ucciso a Malta Dafne Caruana Galizia; due colpi di pistola nel 2018 hanno freddato il giornalista Jan Kuciak insieme alla fidanzata Martina Kusnirova nel loro paese in Slovacchia. Ciò che accomunava questi giornalisti erano le loro indagini su appalti internazionali, frodi su fondi europei e coinvolgimento di politici locali. Le loro morti non possono essere considerate singoli episodi casuali.

Quando parliamo di organizzazioni sovranazionali siamo portati a pensare ai finanzieri, alle banche e alle multinazionali, strutture che operano a livello globale ignorando le barriere nazionali ed eludendo regole e controlli da parte degli Stati.

Ma anche la criminalità comune, come dimostrano gli omicidi dei giornalisti, non conosce confini e si arricchisce con la droga, le frodi internazionali, il commercio di esseri umani, il riciclaggio di denaro, la vendita di armi.

Il giro d’affari e gli interessi delle mafie internazionali hanno assunto dimensioni tali che richiedono, per essere mantenuti, la tolleranza e la complicità del potere politico.

Per questo motivo l’interesse delle mafie internazionali non riguarda solo gli affari, ma obiettivo primario diventa sempre più il potere, o, per meglio dire, l’influenza sul potere.

L’intimidazione della libera stampa attraverso l’uccisione di giornalisti d’inchiesta scomodi è funzionale a “proteggere” politici e funzionari corrotti e non solo gli affari mafiosi.

Il campo d’azione globale delle mafie è certamente una minaccia per qualunque stato, ma nell’Unione Europea, ove esiste un mercato unico con libertà di circolazione di capitali e persone, l’azione delle mafie è agevolata dalla mancanza di una unica polizia e di una magistratura europea con adeguati poteri.

Diverse iniziative “europee” di contrasto alla criminalità sono attive, ma ognuna di esse ha dei limiti operativi.

La prima istituzione creata dal Consiglio dei Ministri della giustizia è stata l’EUROPOL (1995), che è una struttura con sede a L’Aia e diretta attualmente da Catherine De Bolle, dirigente della polizia belga, con circa 1000 collaboratori in tutta Europa. EUROPOL raccoglie dati e mette a disposizioni delle polizie dei 27 paesi informazioni su terrorismo, droga, traffico di esseri umani, frodi internazionali, riciclaggio e contraffazioni dell’Euro. Non ha poteri operativi, che sono affidati alle polizie e alle magistrature nazionali.

La Commissione Europea nel 1999 ha creato l’ OLAF (Office européen de Lutte Anti-Fraude) che si occupa di individuare le frodi ai danni del bilancio della UE. Si occupa quindi di reati amministrativi e non penali.

Non ha poteri esecutivi diretti, ma segnala alle magistrature nazionali le sospette frodi. Sul suo sito si possono segnalare in maniera anonima casi di frodi ai danni dei fondi europei. Ha sede a Bruxelles e il Direttore generale è il finlandese Ville Itala, già ministro degli interni del suo paese.

Nel 2002 il Consiglio UE ha integrato l’Europol, che è struttura essenzialmente poliziesca, attraverso la creazione di una struttura giudiziaria, l’ EUROJUST, composta da un Collegio di 27 magistrati, uno per ogni paese, con sede all’Aia e attualmente diretta dalla magistrata belga Michèle Coninsx. Il compito di Eurojust è quello di coordinare l’attività giudiziaria contro i reati transfrontalieri di cui si occupa Europol.

Permette ad un giudice di un paese di acquisire dagli altri tutti gli atti processuali utili a contrastare i crimini commessi da organizzazioni criminali operanti in diversi paesi. L’azione giudiziaria è comunque sempre promossa dalla magistratura nazionale secondo le leggi di ogni singolo paese.

Nel prossimo giugno 2021 diventerà operativa la cosiddetta PROCURA EUROPEA: "European Public Prosecutor Office - EPPO"

Si tratta di una Collaborazione rafforzata, prevista dai trattati, cui hanno aderito 22 paesi (restano fuori Ungheria, Polonia, Irlanda, Svezia e Danimarca). La sede è Lussemburgo.

Il suo compito è perseguire le "frodi e le lesioni ai danni degli interessi finanziari della UE"

In particolare le frodi sull'uso dei fondi europei.

E' composta da un Procuratore generale in carica per 7 anni (la rumena Laura Codruta Kovesi) e da un collegio dei procuratori (1 per ogni paese) in carica per 6 anni. Le indagini saranno coordinate dalle Camere permanenti di tre giudici che si avvarranno di "Procuratori delegati" in ogni paese, indipendenti dalle locali magistrature. L’Italia avrà 20 procuratori delegati che agiranno sul territorio nazionale. I costi sono a carico del bilancio UE

Quello che distingue questa istituzione dalle preesistenti è che entrerà direttamente nella sfera penale degli stati, cosa che neanche la Corte di Giustizia per ora fa. Può cioè avviare un processo penale raccogliendo prove e testimonianze come farebbe un procuratore nazionale, e portare gli accusati di fronte alla magistratura nazionale competente, che è la sola che può definirne l’assoluzione o la condanna.

La Procura Europea non si occupa di tutti i reati, il suo campo è limitato ai danni a carico del bilancio UE, ma siamo in presenza del primo caso di giudice europeo che opera con poteri da procuratore su tutto il territorio dei 22 stati membri di EPPO.

Malgrado i limiti il passo che si è compiuto con la istituzione della EPPO si può ritenere storico non solo nella lotta contro l’illegalità e le mafie, ma soprattutto nel consolidamento di uno spazio giuridico europeo.

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Siti per approfondire:

EPPO

Autonomia ed indipendenza della Procura Europea come garanzia dello Stato di diritto (questionegiustizia.it)

Start date of EPPO operations: European Chief Prosecutor proposes 1 June 2021 to the European Commission | European Public Prosecutor’s Office (europa.eu)

EUROJUST

Portale europeo della giustizia elettronica - Eurojust (europa.eu)

OLAF

https://ec.europa.eu/anti-fraud/home_it

EUROPOL

https://www.europol.europa.eu

SIS – Sistema Informativo Schengen

SIS - Sistema Informativo Shengen | Linea Amica

MAE - Mandato arresto europeo

https://e-justice.europa.eu/content_european_arrest_warrant-90-it.do

OEI – Ordine Europeo di Indagine
EUR-Lex - 32014L0041 - EN - EUR-Lex (europa.eu)

FRONTEX

https://frontex.europa.eu



Autore
Piergiorgio Grossi
Author: Piergiorgio Grossi
Bio
Piergiorgio Grossi, genovese, liceo classico, laureato in ingegneria meccanica siderurgica, è stato dirigente commerciale presso l’ILVA nelle sedi di Genova e Milano. Oggi è in pensione. Federalista europeo fin dal liceo, è stato promotore del comitato ligure per il “Reddito minimo garantito “. Attualmente è segretario regionale ligure del MFE.
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