Se fossi francese voterei Macron per il futuro dell’Europa
Nonostante le previsioni e i sondaggi diano in netto vantaggio Emmanuel Macron il risultato del secondo turno delle presidenziali francesi non è per nulla scontato.
Le recenti elezioni statunitensi che hanno visto prevalere Donald Trump dovrebbero insegnarci qualcosa. Anche negli Usa i media erano schierati a grande maggioranza con Hillary Clinton, il candidato dell’establishment. Trump, il candidato dell’anti-establishment (anche se solo a parole), ha raccolto voti nella provincia americana e nell’elettorato con una bassa scolarizzazione e con lavori intermittenti. Mentre il voto delle metropoli e dei laureati è andato alla Clinton.
E' giunta l'ora di un'Europa unita, progressista e sociale
(*) Se l’Europa continua in questa direzione saranno accentuate le impasse, le diseguaglianze e l’euroscetticismo. Allo stesso tempo, lo spostamento verso l'estrema destra è una minaccia reale. E se così fosse, quale soluzione dovrebbero proporre le forze di sinistra e progressiste? Quali politiche e priorità possono rifondare il grande esperimento storico dell'Europa unita e rivitalizzare la fiducia dei popoli europei verso il progetto europeo ? La risposta a questa fondamentale domanda richiede coraggio politico e lucidità strategica. È necessario individuare quale tipo di Europa vogliamo come cittadini che hanno sempre saputo (o anche scoperto ultimamente) che la “mano invisibile del mercato” non è in grado di produrre le migliori soluzioni sociali ed economiche.
Lectio magistralis per il Premio Calamandrei 2017
L’8 aprile il centro studi Piero Calamandrei di Jesi ha insignito del “premio Calamandrei 2017″ il professor Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, “per la difesa appassionata e mai retorica della Costituzione italiana”, Barbara Spinelli, “per la battaglia contro lo svuotamento dello Stato di diritto nelle condotte dell’Unione Europea”, e, alla memoria, il professor Tullio De Mauro, “per avere cantato il valore della chiarezza linguistica della nostra Costituzione” (la sua opera è stata presentata dal professor Luca Serianni, linguista) (*)
Sono onorata di ricevere un premio che prende il nome da Piero Calamandrei, e anche della motivazione che è stata scelta. La interpreto come il riconoscimento di una battaglia che conduco da tempo per la difesa dello stato di diritto e delle Costituzioni nell’Unione, e per questo riconoscimento vi sono grata. In proposito, vorrei qui ricordare brevemente alcuni punti.
Populismo, nazionalismo e federazione europea
Questo intervento raccoglie un “flusso di pensieri” personali che invio come contributo al dibattito precongressuale del Movimento Federalista Europeo.
Poche riflessioni su tematiche di ordine generale che costituiscono però la premessa per più ampie e dettagliate che si faranno sicuramente nelle commissioni di lavoro e nella plenaria congressuale.
Il populismo.
Se fonte d'ispirazione è il popolo si fa presto in “teoria politica” a individuare il termine “populismo”.
Il 2016 è stato l'anno dei populismi mancati, o meglio auspicati, dagli estremisti che (fino ad ora) nel 2017 non hanno raccolto ciò che avrebbero voluto.
Rapporto sullo stato e le prospettive dell'Unione
Era febbraio 2016 quando la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini ha lanciato una consultazione pubblica online sull’Europa. La sfida è stata raccolta da circa 10.500 cittadini che hanno risposto alle 7 domande della consultazione dal titolo: “Lo stato e le prospettive dell’Unione Europea”. La consultazione sull’Europa si è chiusa lo scorso agosto e ha registrato la più alta partecipazione tra le consultazioni promosse dalla Camera finora. Di questi 10.500 cittadini l’83,2% ha dichiarato di voler un’Europa più forte. Più incisiva nel gestire le sfide che le stanno difronte.














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