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Europa in Movimento

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Parlamento europeo. Photo by David Iliff. License: CC-BY-SA 3.0 (wikipedia)

Il sistema elettorale è una componente chiave di ogni sistema politico esistente. Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, sono le regole del gioco che spesso modificano il funzionamento di un’istituzione. Per questo le elezioni, di qualunque grado siano, scandiscono la vita politica di una società e ne determinano la composizione. In una democrazia rappresentativa, però, l’appuntamento elettorale non va identificato come la conclusione dell’impegno democratico da parte della società civile. Si tratta, semmai, dell’inizio di ciò che una buona democrazia, così almeno direbbe Morlino, dovrebbe fare. Monitorare l’attività dei governanti; informarsi; partecipare; garantire la libertà di espressione, soprattutto di disapprovazione, da parte dell’opposizione e dei media; incentivare l’associazionismo a riprodurre parte del capitale sociale che i partiti politici, ormai, non sono più in grado di rispecchiare.


Le elezioni europee, così come tutte le altre elezioni di un sistema democratico di tipo rappresentativo, hanno (o dovrebbero avere) esattamente questo scopo: rappresentare una comunità, nelle proprie istituzioni per individuare chi governa i cittadini, chi prende le decisioni. Garantire dunque l’accountability (la capacità di rendere conto del proprio operato da parte dei governanti) e la responsiveness (quanto i governanti abbiamo rispettato le richieste dei governati) sono elementi che, anche attraverso un corretto sistema elettorale, una democrazia ‘di qualità’ dovrebbe essere in grado di assicurare. L’Unione Europea, al momento, presenta certi difetti che all’appuntamento del rinnovo dei membri del Parlamento europeo, unica istituzione di fatto eletta direttamente dai cittadini, emergono con forza.

A 40 anni dalla prima elezione diretta del Parlamento europeo (nel 1979), molti dei problemi relativi al sistema politico dell’Unione europea sono rimasti invariati. Uno su tutti l’assenza, di forma e di fatto, di una legge elettorale unica in tutti i Paesi membri. Infatti, esistono solo dei principi base su cui gli Stati membri si basano per disegnare la propria legge elettorale per le elezioni europee. A questo si aggiunge la mancanza di partecipazione attiva dei partiti politici a livello europeo tout court, non solo durante il rinnovo del Parlamento europeo.

Analizzare il processo di elezione del PE e il sistema di istituzioni ad oggi presente, seguire la campagna elettorale dei partiti politici e esaminarne agende e punti chiave, creare contenuti di riflessione e dibattito su quali siano le richieste dei cittadini europei e come queste vengano (o non vengano) intercettate dalla politica è ciò che renderà veramente le elezioni europee l’appuntamento più importante della vita di circa 500 milioni di persone. Interessarsi alle politiche europee è tanto necessario quanto importante, considerando gli innumerevoli aspetti su cui l’Ue decide per il nostro presente e futuro.

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