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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Forgotten in Idomeni

La redazione di Europa in movimento pubblica una traduzione della cronaca in diretta di quello che sta succedendo ad Idomeni, sulla frontiera greco-macedone, dove la Macedonia (e l'Europa) ha chiuso le porte della rotta balcanica. Un morto, feriti, manifestazioni, scontri, freddo, paura - e per fortuna anche testimonianze e solidarietà. La cronaca è fatta dagli attivisti del Moving Europe Bus che sono ad Idomeni dal 22 novembre. Notizie in diretta potete seguirle anche sulla pagina Facebook: Forgotten in Idomeni.

A  tal proposito rilanciamo l'appello No ai muri, apriamo le porte dell'Europa (leggi il testo) per promuovere, intorno al 18 dicembre, iniziative, eventi, manifestazioni, azioni in tutta Europa con il messaggio #stateofsolidarity a cui aggiungiamo come blog #FedEu4Migration. Nei prossimi giorni sarà disponibile una pagina web dove poter inserire tutte le iniziative che si intendono organizzare per partecipare a questa giornata comune per la pace, la democrazia e i diritti, e per aprire le porte in Europa. In Slovenia la manifestazione sarà il 10 dicembre, in Croazia il 18 dicembre ci sarà una giornata di azione diffusa, e a Berlino si sta organizzando una manifestazione.

 

 

Idomeni migranti dicembre-1

 

Live Ticker Eidomeni

La diretta è a cura degli attivisti del Moving Europe Bus, che sono ad Idomeni dal 22 novembre.
www.moving-europe.org

5.12.2015

9:30: Circa 20 bus sono arrivati durante la notte. Le persone che ci sono sopra devono aspettare nel bus. Altri hanno fatto la fila al confine per tutta la notte. Questa mattina la polizia greca ha di nuovo distribuito volantini in diverse lingue a coloro che sono accampati lungo la ferrovia, per dire che devono sgomberare entro tre giorni.

4.12.2015

22.50: La situazione per ora è calma. Ogni tanto partono bus per Atene e altri arrivano. Le persone sono ancora in fila al confine. Continueremo a inviare informazioni domani.

19.00: Nelle ultime ore molti bus sono partiti per Atene. I funzionari dicono che lì ci sono campi aperti per l’accoglienza. Nello stesso tempo, ancora migliaia di persone si stanno preparando per un’altra notte fredda qui. Voci dicono che la polizia vuole liberare domani i binari della ferrovia, il che potrebbe significare atti di forza contro le persone che sono bloccate qui. L’UNHCR parla di un ultimatum di tre giorni entro il quale le persone dovrebbero lasciare questo posto, che terminerebbe domani. Arrivano costantemente bus con nuove persone, al momento ci sono cinque bus che aspettano. Anche le persone e le famiglie che saranno autorizzate a passare il confine probabilmente dovranno passare la notte all’aperto, perchè la procedura al confine è molto lenta.

16.00: L’atmosfera nel campo è molto calma. Molte persone lasciano il campo per cercare soluzioni diverse. Le ONG riorganizzano i loro servizi.

15.00: Di fronte alla barriera, ora c’è un corridoio controllato in forze dalla polizia greca. Le guardie di frontiera macedoni stanno controllando i documenti di coloro che vengono guidati attraverso il corridoio. Circa 400 persone aspettano ammassate alla barriera.


3 Dicembre 2015

01.00: Circa 500 persone stanno aspettando dalle 19.00 al distribu-tore di benzina vicino a Policastro per essere trasferite a Idomeni.

00.30: Il passaggio di confine si è chiuso di nuovo. Circa 50 perso-ne dalla Siria, Iraq e Afghanistan pare potrebbero passare in Mace-donia.

24.00: Ora le persone passano il confine uno per uno. Sembra che controllino i documenti.

21.00: La situazione al confine è totalmente cambiata. Il blocco dei dimostratori è finito, ora la Macedonia ha chiuso il cancello. 2000 persone di fronte al cancello bloccato. Molte famiglie con bambini nella massa. Molte persone dormono per terra e attendono. Un po-liziotto greco ha detto che potrebbero aprire il confine in tre ore. Nessuna informazione sul filtro per nazionalità. E’ difficile immagi-nare come potrebbero farlo in queste condizioni. Se la massa di persone comincia a muoversi senza i confini aperti ci potrebbe es-sere un rischio mortale per tutte le persone che attendono. C’è una grande presenza di polizia su entrambi i lati del confine.

Idomeni migranti dicembre-10

18.30: Grande aumento della polizia, 10 autobus della polizia anti-sommossa al centro del campo. La gente si prepara a dormire all’aperto, il campo si è esteso alla campagna intorno.

18.00: Molti autobus sulla strada per Idomeni sono stati fermati dal-la polizia nella stazione di benzina abbandonata di Evzonoi, 2 km da Idomeni. Da lì ci ora ci sono parecchie centinaia di persone in marcia sulla autostrada per arrivare a Idomeni.

17.00: Fronted ha annunciato la sua presenza a Idomeni la prossi-ma settimana (vedi here)

16.30: La distribuzione di cibo delle ONG ufficiali è stata fermata. Solo i gruppi di volontari indipendenti distribuiscono cibo.

15.30: La situazione alla barriera di confine si è calmata per ora. Il passaggio è sempre più sotto il controllo di polizia, ma ancora il confine non è aperto, e ci sono ancora circa cinquanta persone di fronte al cancello. Dietro la polizia ci sono centinaia di persone che aspettano e gridano slogan.

Idomeni migranti dicembre-11

13.15: Il treno è partito portando via circa 70 persone. Fermerà a Salonicco, ci dovrebbe essere una connessione via treno per Ate-ne,

Idomeni migranti dicembre-12

13.00: Abbiamo parlato con gli amici della persona che dovrebbe essere morta. Ci hanno detto che ha scalato il vagone alla ricerca di un posto per dormire. La persona, di nazionalità marocchina, è mor-ta folgorata per aver toccato i fili della rete ferroviaria.

12.30: La situazione è veramente tesa e complicata. Unità speciali greche hanno circondato i manifestanti che stanno bloccando il passaggio. Massicce azioni con gas lacrimogeni e al pepe contro i manifestanti che cercano di raggiungere il gruppi circondati alla bar-riera. Centinaia di siriani attendono nella campagna accanto al campo. Parte del campo A è chiuso per coloro che non possono passare il confine. La polizia greca è in qualche modo presente all’ingresso del complesso. Nella stazione dei treni c’è un treno che partirà per Atene fra le 13.00 e le 14.00. La polizia chiede alla gente di prendere questo treno. L’UNHCR non è presente. La infrastruttu-ra ufficiale e istituzionale è crollata. C’è disperazione e rabbia. Ci sono voci su una persona che si sarebbe suicidata un’ora fa. C’è poca presenza dei media. Naturalmente c’è solo una soluzione a questa catastrofe voluta: il confine deve essere aperto.

Idomeni migranti dicembre-13

11.00: Grandi risse fra siriani e non siriani perchè nessuno al mo-mento è autorizzato a passare. Divide et impera.

09.00: Il confine è ancora chiuso. Tutte le nazionalità sono blocca-te. Nascono conflitti fra coloro che potrebbero passare e coloro che sono bloccati. La gente cerca di camminare a un altro passaggio di confine. La strategia europea del divide et impure ha funzionato bene.

2 Dicembre 2015

Alcune altre immagini della vita nel campo:

Idomeni migranti dicembre-14


24.00: Aggiornamento: i bus che aspettano non sono dieci, sono venti. Altre 1000 persone dovranno dormire all’aperto stanotte.

23.00: Il punto di passaggio del confine è ancora bloccato dai mani-festanti. La polizia greca ha completamente abbandonato la zona di confine. Per ora sono arrivati 10 bus. L’UNHCR dice che non c’è modo di accomodare i nuovi arrivati. Ovviamente hanno materiali sufficienti ma non hanno personale per distribuirlo.

Idomeni migranti dicembre-16

19.00: Ancora centinaia di manifestanti di fronte alla rete. Il pas-saggio del confine è bloccato, nessuno può passare. Il campo si sta affollando perchè arriva nuova gente.

17.00: I manifestanti gridano Etihad (Uniti) per riunire tutte le nazio-nalità di fronte alla barriera.

16.00: I manifestanti hanno tirato giù le barriere al punto di passag-gio. Situazione tesa. La polizia greca non interviene.

Video

 

15.00: Centinaia di sono riuniti al punto di passaggio perchè sono circolate voci sul fatto che il confine si aprirà fra due ore. La polizia e l’esercito macedone hanno rafforzato la presenza con cannoni ad acqua e unità antisommossa. Non abbiamo conferme sulla apertura del confine.


13.30: Centinaia di rifugiati hanno provato a passare la barriera a una estremità e sono appena tornati nel campo. Dicono che l’esercito macedone è entrato in territorio greco e ha sparato loro con pallottole di plastica. Hanno anche riportato di spari di avverti-mento in aria.

13.20: ieri sera, sono arrivati circa 30 bus. E questa mattina al pun-to di confine c’è il caos. La rete che lo circonda è stata distrutta.

1 Dicembre 2015

21.00: Dopo la forte manifestazione della mattina, ci sono state di-verse proteste e marce più piccole durante tutto il giorno dentro al campo. 

Hanno annunciato che gli ufficiali di Fronted ancora non sono arri-vati. Avranno una postazione proprio al centro del campo.
Dopo che la polizia ha aumentato le misure di sicurezza ieri, alcune ONG e gruppi di volontari si sono aggiunti alla costruzione della narrazione di Idomeni come “zona pericolosa” pubblicando avvisi a evitare la zona nei social media.
Quando abbiamo lasciato il campo circa 30 bus stavano aspettando di fronte al campo, portando nuove persone dalle isole.

19.00: I gruppi di solidarietà hanno fatto una manifestazione stase-ra a Salonicco per sostenere le proteste dei migranti bloccati ad I-domeni. Più di mille partecipanti.

15.00: Ci sono state altre due manifestazioni nel campo. Abbiamo l’impressione che ci sono più persone nel campo oggi che due gior-ni fa. Inoltre ci è stato detto che Frontex arriverà presto.

12.00: Questa mattina c’è stata una grande e pacifica manifesta-zione. Hanno partecipato tutti i gruppi di migranti bloccati. Dal lato macedone della frontiera è stato piazzato un cannone ad acqua.

30 Novembre 2015

22.00: Molti bus sono arrivati oggi, e questo ha portato a un gran ingorgo al check point di transito greco-macedone. Ci sono state si-tuazioni turbolente, anche perchè la polizia e l’esercito macedone non sono capaci di leggere i documenti in greco o in arabo e la in-dicazione delle nazionalità.

Stanotte una unità di polizia greca pesantemente armata sta sup-portando la polizia regolare: sempre che le autorità greche conside-rino il campo sempre più come una zona pericolosa. La politica del-la disperazione e della sommossa è la risposta attuale a questa cri-si creata dalla politica.


Al contrario le mense indipendenti e i punti informatici stanno facili-tando nuovi momenti di solidarietà, autorganizzazione e amicizia. Alcune impressioni di oggi:

 


17.00: Una manifestazione spontanea di circa 150 persone ha at-traversato il campo e si è fermata alla barriera di confine per prote-stare. La polizia macedone ha messo un cannone ad acqua dietro la sua barriera. Molte persone arrivano ancora nel campo. Ci sono lunghe file per l’acqua e il cibo. La notte sarà molto fredda.

12.00: Molte proteste di fronte alla barriera, i dimostranti gridano “Aprite il cancello”. La notte scorsa la prima neve è caduta sulle montagne vicine.

29 Novembre 2015

 

La situazione a Idomeni sta diventando peggiore. Molte persone sono ferme qui da 10 giorni. Non viene loro permesso di entrare in Macedonia se non hanno passaporto siriano, afgano o iracheno. La temperatura di notte scende a 5 gradi, soffia un vento freddo e mol-te persone trovano riparo solo in tende autocostruite. A parte la grande ONG Praksis ci sono ora due mense indipendenti che pre-parano cibo per più di 1000 persone, ma la gente comunque ancora deve fare lunghe file.

Questi gruppi indipendenti creano spazi di solidarietà nel campo. I rifugiati insieme con gli attivisti stanno preparando il mio e the cal-do. Installano i generatori, mostrano come costruire ripari dal vento e aiutano come possono.

Naturalmente ci sono anche situazioni tese. I volontari che portano i vestiti e le scarpe con le loro macchine sono sopraffatti, e cosa ci sono donne e bambini che non riescono ad avere abiti asciutti. Mancano abiti asciutti, tende e sacchi a pelo: non sembra un pro-blema di approvvigionamento, ma un problema politico perchè ce ne sono molti stoccati in un deposito nelle vicinanze. O l’UNHCR non è in grado di distribuirli o non vogliono che la gente rimanga ad Idomeni. La domanda se il confine verrà riaperto viene fatta inces-santemente e ci sono molte voci che girano.

La nuova rete di filo spinato lungo il confine della Macedonia è stata completata domenica dall’esercito macedone. Secondo i nuovi re-port al momento è lunga 3 km e dovrebbe diventare di 25km. Le persone che provano ad aggirarla a piedi raccontano di essere stati presi dall’esercito macedone e riportati immediatamente in Grecia.
Chiudendo i confini per alcune nazionalità e riportando indietro le persone dalla Macedonia alla Grecia, la Macedonia sta violando la Convenzione delle Nazioni Unite per i Rifugiati che garantisce i dirit-ti individuali. Ma non si sente nessuna protesta internazionale.

La voce che la Grecia stia costruendo campo di detenzione nella provincia sembra per ora infondata, visto che il governo provinciale ha rigettato questo piano. Non vogliono che i rifugiati stiano nella lo-ro provincia.

28 Novembre 2015


Foto delle proteste, della rete e del campo di Idomeni

 

22.11.2015 – 28.11.2015

Il 18 novembre, la Slovenia ha chiuso i suoi confini per i rifugiati che non sono siriani, afgani o iracheni. Subito dopo, Serbia e Macedo-nia hanno adottato la stessa pratica di segregazione. C’è un piccolo dubbio, se questa politica sia stata suggerita dall’Unione Europea per iniziare il rallentamento o addirittura la fine della rotta balcanica dei migranti. Ci sono informazioni sul fatto che tre campi sarebbero in costruzione ad Atene. Inoltre, ci sono voci sul fatto che gli afgani verrebbero segregati e che il confine greco-macedone verrà presto chiuso per sette giorni. Ma non ci sono ancora conferme ufficiali.

Al momento, ci sono migliaia di rifugiati bloccati a Idomeni e hanno cominciato a protestare. Il Moving Europe Bus è sul posto dal 22 novembre e racconta in diretta.

XXVIII Congresso del MFE - Latina 28-29-30 aprile 2017

Scarica le tesi precongressuali del XXVIII Congresso nazionale Movimento Federalista Europeo Latina, 28-29-30 aprile 2017

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