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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Bandiera dell'Unione Europea

In questo frangente drammatico della storia europea, ci dobbiamo porre il problema di come risalire da questo abisso in cui siamo precipitati. Dobbiamo trovare nuovi percorsi per tornare a rivedere la luce della politica, della cultura, dell'economia ma sopratutto dell'anima.

Abbiamo perso l'anima, la voglia di progettare il nostro futuro. Ci siamo seduti sul nostro benessere e abbiamo iniziato a scartare le persone che non riuscivano a stare al passo imposto da ideologie omnicomprensive. Dopodiché abbiamo rifiutato le proposte e le idee alternative all’ideologia dominante. Alla fine è rimasto il nulla, il vuoto totale, ma impacchettato così bene che ci è parso talmente pieno di cose da volerlo a tutti i costi. Abbiamo eletto classi dirigenti degne di questo nulla che ci hanno trascinato, con la nostra colpevole ignavia e ipocrisia, in questo abisso.

Abbiamo elaborato Trattati così complessi che a stento riescono a comprenderli coloro che li hanno pensati. E ora che non sappiamo come salvarci dall’imminente implosione continuiamo a fare discorsi, a scrivere saggi e documenti che tracimano la sublime retorica, inneggianti a valori comuni da difendere.

Finchè noi europei non prendiamo coscienza della posta in gioco, non abbiamo alcuna speranza. Ma qual'è la posta in gioco? E' la capacità di dare una meta da raggiungere nel tempo ragionevole di una generazione. Di dare speranza alla disperazione dei popoli europei, così impauriti da odiare l’altro da sé. Così svuotati da cercare ansiosamente quei venditori di morte dell'anima e della carne, quei maestri dell'odio, della xenofobia, del neo-nazionalismo che fa sognare coloro che vogliono risposte facili a problemi epocali. Ci vuole invece il ritorno della politica. La politica che sa guardare al futuro e non alle elezioni del mese.

Si è costruita una moneta comune senza dotarla dei dovuti strumenti classici. Per questo l'Euro barcolla.

Non si è avuto il coraggio di uniformare le normative fiscali e del lavoro, di creare un welfare europeo, un reddito europeo di cittadinanza, un codice penale europeo, un codice civile europeo, una procura europea, una FBI europea, una autentica e forte polizia europea, una forza di controllo dei confini esterni europei degna di questo nome, di creare parametri minimi comuni su salute e istruzione. E che dire della politica economica estera e dell'esercito comune europeo?

Questa totale mancanza di coraggio, la stiamo pagando adesso. La crisi in atto in questi drammatici mesi è solo l’inizio e se non vi sara' un risveglio delle coscienze dei popoli e delle classi dirigenti pagheremo un prezzo così alto da rimpiangere per decenni la nostra ignavia e ipocrisia.

Pensare che certe tragedie accadute nel nostro passato remoto o recente non possano più verificarsi nel nostro continente è da stolti e da ciechi. Per evitare il tracollo imminente delle istituzioni europee bisogna avere il coraggio visionario dei nostri padri fondatori che seppero immaginare il futuro, pur essendo in prigionia ad esempio sull’isola di Ventotene o sotto le bombe della 2° guerra mondiale.

Per questo ritengo assolutamente necessaria la convocazione di una Assemblea costituente europea. Un'Assemblea eletta dai popoli in una unica data in tutti i 28 Stati membri e in quelli Candidati ad entrare nell'Unione Europea. Il Voto dei cittadini deve essere espresso su liste pan-europee, con il metodo proporzionale e la soglia del 5%. Questa assemblea cosi eletta redigerà la nostra carta, il comun sentire in cui tutti i popoli d'Europa possano riconoscersi seguendo il principio del motto dell'UNione, Unitate in Diversitate. Tale Carta deve essere posta al vaglio vincolante di un Referendum confermativo paneuropeo.

Per questo ho deciso di intitolare questo articolo ”Non è più tempo di mezze misure”. Non possiamo più permettercelo, non possiamo continuare a fare le cose a metà.

Non mi si venga a dire che è solo un'utopia. Non mi si dica che i governi europei faranno di tutto per impedire ogni cambiamento per tema di perdere il loro potere nei confronti dei loro popoli e quindi è solo un inutile perdita di tempo prezioso.

Ma quale potere conserverebbero se l’Unione Europea cessasse di esistere? Se il trattato di Schengen saltasse, come pensano i Governi di poter gestire al meglio i flussi migratori epocali in atto? Questa si che è la vera utopia. Cosa resterebbe degli Stati-nazione europei, nel mondo globalizzato del 21° Secolo? Ahimè, solo macerie morali e materiali.
Solo l’Unione politica federale europea ci puo' dare la speranza concreta di un futuro degno di essere vissuto.
Ecco perché chiedo a tutti voi: abbiate il coraggio visionario dei nostri Padri fondatori. Abbiate il coraggio di sporcarvi le mani. Abbiate il coraggio di andare controcorrente per intraprendere percorsi mai fatti prima. Abbiate il coraggio di immaginare l’inimmaginabile. Tocca a noi fare la scelta giusta. Facciamola tutti insieme e così ritroveremo quell’anima perduta.

Autore
Author: Giuseppe Caizzi
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