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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Roma, 8 maggio 2016. Marcia eurofederalista "No ai muri, si all'Europa dei diritti" (dalla pagina fb di Laura Boldrini)

Oltre 130 firmatari da 18 paesi europei (Italia, Germania, Francia, Spagna, Belgio, Lussemburgo, Grecia, Cipro, Austria, Slovenia, Kosovo, Regno Unito, Portogallo, Olanda, Polonia, Romania, Turchia e Svezia) molti dei quali rappresentativi di associazioni e ONG che si occupano giornalmente di democrazia e diritti di profughi e migranti hanno sottoscritto l'appello "Senza una politica migratoria umana e un'Europa federale non c'è futuro" e lo fanno diventare europeo. A partire da questi primi sostenitori e dalle 50 associazioni che hanno sottoscritto l'appello sarà possibile creare una rete veramente europea e far pressione sul Parlamento europeo.

 In questo nostro percorso iniziato ai primi di aprile abbiamo incontrato associazioni, reti e movimenti che si stanno muovendo nella stessa direzione delle richieste del nostro appello. Alcune di queste realtà ci hanno chiesto di condividere con tutti/e voi due appuntamenti nel mese di maggio:

POZZALLO, 15 maggio 2016, ore 11.00, Marcia "No ai Muri, Sì all’Accoglienza"
Contattare: Filippo Miraglia (Arci), miraglia@arci.it, www.festivalsabir.it

VENTOTENE, 22 maggio 2016, ore 11.30-16:30, Iniziativa "No alle Frontiere, No al Razzismo, Sì all'Europa dei diritti, Sì agli Stati Uniti d'Europa"
Contattare: Virgilio Dastoli (Cime), presidente@movimentoeuropeo.it, segreteria@movimentoeuropeo.it, www.movimentoeuropeo.eu

Tali iniziative sostengono alcune nostre proposte come la cancellazione degli accordi UE Turchia e la costruzione di un'Europa solidale e federale e sono una naturale prosecuzione del percorso che abbiamo intrapreso all'inizio di aprile. Per tali motivi condividiamo le due iniziative e le sosteniamo invitando ad aderire agli appelli di Pozzallo e Ventotene (che trovate in fondo all'articolo) e a partecipare ai due appuntamenti.

Concludiamo questo nostro invito con le parole del parlamentare europeo Guy Verhofstadt: "La Turchia non è un paese sicuro per i rifugiati. Vi è una crescente evidenza che si stanno respingendo i profughi siriani attraverso il confine turco-siriano. E sono emersi rapporti scioccanti di guardie di frontiera turca che sparano a civili siriani in fuga dallo Stato islamico e dalla guerra civile nel loro paese. L'accordo tra la UE e la Turchia ha anche drasticamente diminuito la credibilità dell'UE come difensore della libertà di parola e della libertà di stampa. Invece di incoraggiare i politici in Europa a lottare per la libertà di stampa e a impegnarsi per le riforme in Turchia, l'accordo UE-Turchia rischia di farli tacere, per paura di turbare Erdogan. L'ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis ha detto che con l'accordo UE-Turchia l'Europa ha <<perduto la sua anima>>. Mi sembra troppo buono. L'Europa ha VENDUTO la sua anima. Di conseguenza, rischia di minare alle fondamenta la sua stessa ragion d'essere."

La redazione di Europa in movimento.

-- POZZALLO, 15 maggio 2016, ore 11.00 --

"NO AI MURI, SI ALL'ACCOGLIENZA"

Marcia contro i muri interni ed esterni all’UE, per la chiusura di tutti gli hotspot, per la cancellazione dell’accordo UE Turchia, per un’accoglienza dignitosa.

Per salvare l’Europa e il Mediterraneo con i diritti, la democrazia, la pace, la dignità e la solidarietà.

Pozzallo 15 maggio 2016 ore 11.00

Muri, barricate, polizia di frontiera, eserciti schierati e navi da guerra, accordi con governi anti democratici. Tutto ciò per impedire ai migranti di arrivare alle nostre frontiere. Ai profughi e ai richiedenti asilo di mettersi in salvo.

Una scelta scellerata che sta producendo più ingiustizia, più morte, più razzismo. Una scelta che sta distruggendo la stessa unità e la democrazia europea, rischia di condannare tutti gli europei a vivere in un continente oscuro e e nega ogni possibilità di sviluppo equo alla regione mediterranea.

Dal settembre del 2015, nei punti di principale approdo della costa mediterranea, l’UE ha chiesto e ottenuto l’istituzione di 9 hotspot – di cui 4 in Italia e 5 in Grecia. Questi centri ricorrono in misura crescente alla detenzione arbitraria e illegale e hanno l’obiettivo di realizzare una selezione tra migranti economici e richiedenti asilo, fuori e contro le procedure previste dalla legge

Oltre ad avere una natura giuridica non definita, al loro interno sono state denunciate numerose violazioni dei diritti umani: uso della violenza per l’identificazione, notifiche di procedure di respingimento differito sulla sola base della nazionalità, identificazione sommarie delle situazioni di vulnerabilità, detenzioni prolungate e quindi illegali.

Il sistema degli hotspot inoltre non si limita ai centri di detenzione sulle coste mediterranee, ma include anche accordi come quello tra UE e Turchia in nome del quale si procede ad espulsioni di potenziali richiedenti asilo in paesi che opprimono la libertà di parola e perpetrano violenze contro la loro stessa popolazione (i kurdi e non solo in Turchia).

Con questa stessa logica sono in costruzione – come previsto dalla proposta italiana del Migration Compact – centri di “selezione” anche lungo le rotte migratorie.

Un sistema che non fermerà le persone, come la storia di questi ultimi anni dimostra, ma aumentare il già tragico bilancio dei morti sulle rotte migratorie.
I firmatari di questo appello

Denunciano

La creazione di hotspot la dove c’erano centri di prima accoglienza in Italia e in Grecia

La deriva del sistema hotspot nella forma di accordi con paesi di origine e transito per il controllo delle frontiere e sistematiche espulsioni collettive, con l’esternalizzazione delle frontiere e della loro gestione

L’assenza di canali d’ingresso sicuri e di programmi di ricerca e salvataggio, per fermare le stragi.

Chiedono

Che gli hotspot istituiti sulle isole greche e lungo le coste italiane ritornino a svolgere la loro precedente funzione di luoghi di accoglienza aperti, non più simbolo di detenzione ed identificazione forzata.

L’abolizione di tutti gli accordi firmati nell’ambito del “sistema hotspot” che prevedono l’identificazione e l’espulsione verso paesi di origine e transito che non rispettano i diritti fondamentali e le Convenzioni Internazionali.

L’apertura immediata di canali d’accesso umanitari con il rilascio di lasciapassare europeo e l’attivazione della Direttiva n.55/2001

L’attivazione di un programma europeo di ricerca e salvataggio (come Mare Nostrum) in sostituzione degli attuali programmi di monitoraggio e controllo.

La costruzione di un'Europa solidale, pluralista e federale in grado di garantire un futuro di democrazia e diritti per i cittadini del futuro, qualunque sia la loro appartenenza, origine o storia personale.

-- VENTOTENE, 22 maggio 2016, ore 11:30-16:30 --

"NO ALLE FRONTIERE, NO AL RAZZISMO, SI ALL'EUROPA DEI DIRITTI, SI AGLI STATI UNITI D’EUROPA"

11.30-13.00 partecipazione alla conclusione della conferenza del Consiglio nazionale forense e Cime
13.00-14.00 flash mob
15.00-15.45 discorsi in piazza
15.45-16.30 marcia federalista

A trent’anni dalla scomparsa di Altiero Spinelli abbiamo deciso di promuovere un’azione popolare per combattere il processo di disgregazione nell’Unione e dell’Unione europea.

L’azione popolare è urgente per ripristinare la coesione interna all’Unione europea, creare nei paesi membri le condizioni necessarie al rilancio del progetto di unificazione europea su basi democratiche e costruire un’opinione pubblica europea.

Ogni giorno di più la realtà mostra, drammaticamente, che non ci può essere alternativa all’unità politica dell’Europa nella prospettiva di un sistema costituzionale secondo il modello federale del Manifesto di Ventotene concepito da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Ursula Hirschmann e Ada Montanari mentre quasi tutta l'Europa era sotto il tallone del nazismo e del fascismo che avevano teorizzato e poi applicato la divisione del mondo in razze superiori e inferiori.

L'Europa immaginata dal Manifesto di Ventotene è fondata sui valori della democrazia e della solidarietà e sulla convinzione che questi valori possono essere rispettati solo abbattendo le frontiere e combattendo contro le degenerazioni dei nazionalismi e dello sovranità assoluta degli Stati.

Nel difendere i valori su cui si fonda il progetto europeo, dobbiamo sapere che quel che avviene in una parte dell’Unione riguarda tutta l’Unione.

Così il secondo turno delle elezioni presidenziali in Austria, il 22 maggio, con il pericolo che prevalga il candidato di un movimento xenofobo riguarderà tutta l’Unione e non solo i cittadini austriaci come riguardano tutta l'Unione le violazioni dei diritti fondamentali in Ungheria e Polonia.

Da Ventotene vogliamo lanciare un forte messaggio di difesa di questi valori su cui deve essere fondata l’unità dell’Europa.

Per dare voce corale alle nostre priorità e avviare concretamente l’azione popolare abbiamo deciso di incontrarci a Ventotene il 22 maggio 2016 invitando tutti a partecipare attivamente all’attuazione di questa decisione.

In marcia per l'Europa

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