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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

In occasione del vertice del Consiglio europeo con la Turchia sull’immigrazione che si tiene il 7 marzo a Bruxelles, la Gioventù Federalista Europea desidera esprimere la massima preoccupazione per la drammatica situazione politica che i cittadini europei stanno vivendo.

Il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, nella sua relazione del 24 Febbraio al Parlamento europeo sulle decisioni prese dal Consiglio, ha affermato che probabilmente alcuni Stati non riusciranno a sostenere da soli il ripristino dell’impianto di Schengen, ma che ci sarà l’Europa a sostenerli. Noi ci chiediamo quale Europa. Un’Europa che ha un budget pari a meno dell’1% del PIL dei suoi Stati membri? Un’Europa a 28, profondamente divisa e incapace di una qualsiasi forma di solidarietà che sta tornando preda delle fobie del Secolo scorso tra egoismi nazionali e xenofobia?

Un'Europa che finge di non vedere ciò che accade ai suoi confini: una vera e propria sospensione dei diritti fondamentali nell'ignoranza più totale dell'opinione pubblica.

Oggi leggiamo sui giornali di questa Europa intergovernativa ed egoista, impossibilitata ad attuare il piano di quote redistributive proposto dalla Commissione che prevede l'accoglienza di 160 mila profughi (oggi siamo appena a 700) ma che preferisce ripristinare i controlli alle frontiere. Un’Europa che sta dimenticando il suo recente passato, che sta perdendo totalmente la sua identità elevando muri di filo spinato e schierando eserciti contro orde di disperati che fuggono dalla fame e dalla guerra.

Senza dubbio, l'Unione europea sta rischiando di andare verso un ulteriore indebolimento dopo il recente accordo sulla Brexit. Se da un lato l’ultimo Consiglio europeo dedicato a questo tema ha lasciato via libera per una maggiore integrazione, dall’altro stanno emergendo tutti i rischi di un Europe à la carte se non si proseguirà al più presto e con decisione verso un’integrazione differenziata. Difatti, se l’accordo ha definito una situazione già di per sé esistente, sta legittimando politicamente un processo di ulteriore erosione dell’assetto europeo.

Negli ultimi giorni abbiamo assistito: al lancio di un “controvertice” di natura decisamente antieuropea organizzato dall’Austria sull’immigrazione; a dichiarazioni del Ministro francese Fekl che rivelano il desiderio di far approvare gli accordi commerciali europei che si stanno discutendo con singoli referendum nazionali, esautorando di fatto il Pe; per arrivare alle paventate proposte di referendum di permanenza nell’Unione da parte della Repubblica Ceca, o sulle quote di migranti da accogliere in Ungheria. Questa visione miope dei fatti non può proseguire oltre, serve il coraggio di completare l’apparato istituzionale che permetterà all’Europa di rispondere alle sfide che la stanno piegando: serve la costituzione di un potere politico, democratico, federale.

Il Parlamento europeo, dotato dal Trattato di Lisbona di nuovi poteri, attraverso la Commissione Affari Costituzionali, è al lavoro sia su possibili soluzioni attuabili con i trattati esistenti (rapporto Bresso-Brok) sia sulle riforme necessarie per andare avanti nell’integrazione per garantire un futuro all’Europa (rapporto Verhofstadt). Pur non sottovalutando le importanti innovazioni attuabili a trattati esistenti (per esempio, nella gestione dei flussi migratori), la Direzione nazionale della GFE ritiene che non possiamo assolutamente attendere il 2017 in questo stato emergenziale. Per superare la crisi esisitenziale, la nostra Unione europea ha bisogno non di piccoli correttivi nel quadro di Lisbona, ma di modifiche sostanziali al suo assetto isitituzionale. Il documento dei cinque presidenti che descriveva una road map verso l’unione politica è ormai datato; è necessario ora più che mai che i Paesi dell’area euro compiano avanzamenti significativi verso un assetto federale, e quelli meno disposti a cedere sovranità, come il Regno unito, rimangano nel cerchio più largo del mercato unico. Per fare ciò, serve una nuova alleanza tra le forze pronte a tali cambiamenti che comprenda istituzioni europee, parlamenti nazionali e Governi per la realizzazione del sogno dei nostri padri fondatori.

Alcune coraggiose proposte che vanno in questo senso provengono dal Governo italiano, che in un recente documento ha proposto l’istituzione di un Ministro del tesoro per l’eurozona, legittimato democraticamente e dotato di un bilancio proprio indipendente dagli Stati membri. Questa è indubbiamente la strada giusta da percorrere fin da subito per uscire da questa stagnazione e per rilanciare lo sviluppo. Occorre poi assolutamente appoggiare e rilanciare, durante il prossimo vertice, la proposta della Commissione sulla sicurezza, sviluppando un controllo congiunto delle frontiere esterne richiedendo la conversione di Frontex in una vera guardia di frontiera comune, accompagnata dalla costituzione di un’efficace forza di intelligence europea. È fondamentale, infine, porre un freno alle stragi ai nostri confini: dobbiamo arrivare al più presto ad una gestione comune dei flussi migratori, accompagnata da un unico sistema di asilo e dalla costituzione di corridoi umanitari.

Per dare però una seria risposta al problema della gestione dei flussi migratori, occorre dire che l’Europa, oltre alla propria sicurezza interna, dovrà essere in grado di promuovere la pace e lo sviluppo economico oltre i propri confini, dotandosi di una politica estera unica. Serve, mai come ora, che essa assuma un forte e credibile ruolo diplomatico che abbia come obiettivo la pacificazione dell’area mediterranea. Solo mettendo allo stesso tavolo gli Stati della regione e le grandi potenze sarà possibile mettere in pratica un negoziato che appare oggi molto ambizioso. La via per isolare e sconfiggere lo Stato Islamico e promuovere poi un piano di sviluppo per l’Africa e il Medio Oriente passa da questa ambizione, che solo l’Europa ha tutto l’interesse di trasformare in realtà. Non possiamo smettere di credere nel sogno di costruire un’Europa giusta, democratica e federale perché ne va del nostro futuro e di quello delle prossime generazioni.

Autore
Gioventù Federalista Europea
Author: Gioventù Federalista EuropeaWebsite: http://www.gfeaction.eu/
Bio
Gioventù Federalista Europea
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