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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Di recente il corriere della Sera ha dato ampio spazio alle posizioni di George Soros (1), miliardario statunitense di origini ungheresi che praticamente da solo riuscì nei primi anni novanta a causare una megasvalutazione di lira e sterlina. Io allora avevo meno di dieci anni, ma ricordo benissimo quanto pesanti furono i costi di quella crisi per la mia famiglia.
Cercherò quindi di dire cosa condivido e cosa non condivido delle analisi dell'anziano speculatore, senza farmi influenzare troppo da qualche ricordo d'infanzia e sapendo che Soros, con il suo fondo da 30 miliardi ha quasi sempre un grosso conflitto d'interessi.
Premetto che non voglio in questa sede esaltare l'uso del denaro per determinare la politica del proprio paese e di paesi stranieri, proprio quando anche il Sole 24 Ore riconosce che Soros vent'anni fa poteva essere considerato paladino dei valori occidentali mentre oggi e' un personaggio ambiguo.

Il finanziere afferma che la Brexit e' stato un grandissimo shock, grandi costi verranno pagati dai britannici ma non è escluso che fortissime tensioni si scaricheranno su paesi deboli dell'area Euro, anche a causa delle loro banche. L'unica certezza e' che oggi il processo di disgregazione dell'UE e' irreversibile. Aggiunge inoltre che i governi di Francia, Italia e Germania in questo contesto dovrebbero fare proposte per rilanciare l'integrazione europea, eppure in Europa nessuno ha l'ambizione di esercitare una vera leadership. Soros sostiene per esempio che occorra convergere velocemente su una vera unione bancaria, che non si debbano far pesare troppo sugli investitori i salvataggi bancari e che occorra creare un fondo per assistere i paesi dell'area Euro in difficoltà, tale fondo potrebbe divenire l'embrione di un bilancio dell'area Euro.
Tutte proposte molto sensate, che colgono le contraddizioni di una moneta senza un tesoro.
Tra le posizioni di Soros a mio parere quella più centrata e' l'introduzione di uno status di associato dell'Unione. L'abbandono della Gran Bretagna, che tra le altre cose non vuole perdere l'accesso al mercato unico, pone la necessità di rilanciare l'Europa a due velocità. Da una parte vi sono i paesi che per salvare l'integrazione europea e l'euro devono avviare un processo di condivisione politica, dall'altro i paesi che hanno partner molto importanti nell'area Euro ma non vogliono o non possono cedere sovranità, tra questi Soros annovera la Turchia, la Gran Bretagna e l'Ucraina. In sostanza l'anziano magnate immagina qualcosa di simile ad una federazione (probabilmente nel perimetro dell'area Euro) inserita in una più ampia area di libero scambio.

Mi convincono invece meno le posizioni di Soros in merito all'Ucraina ed ai rapporti con la Russia. Per l'ungherese, finanziatore delle proteste di Maidan (2), l'identità europea si difende in Ucraina. Ferma restando la condanna dell'imperialismo di Mosca e di ogni azione che modifica i confini tra gli stati con la forza, la situazione in Ucraina e' assai complessa e l'Unione Europea non sarà sicura finché non verranno tutelati i diritti e la cultura delle minoranze russe che vivono in Ucraina e in altri paesi nati dal tracollo dell'Unione Sovietica. L'Unione Europea dovrebbe lavorare per creare in Ucraina un ponte tra ovest ed est, una nazione in cui venga garantito il futuro delle molte comunità che vi vivono, caratterizzata dal multilinguismo e che possa avere strette relazioni commerciali sia con l'Unione Europea che con Mosca. Solo in questo modo si potrà andare oltre la fallimentare politica di vicinato dell'Unione che non è stata un'adeguata risposta alle sfide del mondo post 1989.

Soros fa quindi una serie di proposte assai sensate per salvare la casa comune europea, e' però troppo appiattito su una visione del mondo ancora bipolare. E' innegabile che noi europei siamo più vicini all'America di Obama che alla Russia di Putin, e' innegabile che serva un'Europa che condanni le violazioni dei diritti umani ed i confini cambiati con le armi, ma se pensiamo che la nostra politica estera comune debba avere la finalità di imbrigliare la Russia vuol dire che abbiamo la testa ancora nella guerra fredda ed i piedi nel mondo multipolare.

Approfondimenti:

1) F. FUBINI. La previsione di Soros: Inevitabile la disintegrazione dell'UE. Corriere della sera, 25 giugno 2016; Italia punto debole dell'area euro, a Renzi serve un compromesso. Corriere della sera, 19 luglio 2016
2) A. MANGANARO, Se Soros e la finanza scelgono il governo dell'Ucraina, Il Solle 24 Ore, 3 dicembre 2014

Autore
Salvatore Sinagra
Author: Salvatore Sinagra
Bio
Nato a Palermo nel 1984. Laureato in Economia e legislazione per l’impresa all’Università Bocconi. Vive a Milano. Si occupa di valutazione di partecipazioni industriali e finanziarie. È un convinto sostenitore del federalismo europeo e della necessità di piani di investimento europei che rilancino il tessuto industriale europeo puntando sulle nuove tecnologie. E' membro del comitato centrale del Movimento Federalista Europeo dal 2015.
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