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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

di Gretel Ledo * 

Viviamo tempi in cui le cose effimere sono tornate a essere non solo urgenti ma anche importanti. Tutto ciò che risulta privo di contenuti e insussistente nella scala dei valori, ha assunto una grande reputazione a livello individuale e sembra avere un notevole impatto sulla società. La brama di titoli, onori e incarichi delle persone fisiche, che si accompagna alla mancanza di potere reale delle persone giuridiche, rinviano a una caratteristica comune: la vanità. Salomone, figlio di Davide, conosciuto come il Predicatore, disse: “vanitas vanitatum, tutto è vanità. Quale profitto può avere l’uomo che si affanna con il suo lavoro sotto il sole?” (Ecclesiaste 1:2-3).

La Real Academia Española enumera tra le accezioni di “vanità”, dal latino vanitas, l’arroganza, la presunzione, l’evanescenza. Si tratta cioè di una situazione o, meglio ancora, di uno condizione che, nella sua essenza, ha come unica qualità quella di essere vana e inconsistente. Tali limiti racchiudono in sé una caducità spazio-temporale che, chiaramente, apre le porte a un’infinità di timori, in una corsa costante contro l’illusione di lottare con ogni mezzo per riuscire a trattenere l’acqua nelle mani e la sabbia tra le dita.

In questo folle scenario ciò che è più pericoloso è la perseveranza con la quale si acconsente e poi si richiede per se stessi il monopolio di un titolo, di qualche onore, di un potere che, nella sua essenza, non risulta poi sostenibile nel tempo e che nondimeno si continua a rivendicare. Non stiamo parlando di qualcosa in gestazione, perché in realtà ciò è già nato nel retrobottega della rappresentazione del vano, nel desiderio più inconscio dell’Es, anche se ora ha guadagnato una dimensione reale anche a livello dell’Io.

Caricare le istituzioni di funzioni solo a livello formale e non sostanziale, significa, semplicemente, svuotarle del vero contenuto per il quale sono state concepite. Lo stesso accade con la nomina di funzionari che non sanno affatto con quale logica operativa dovranno lavorare, né tanto meno con quali poteri.

Lo scorso 17 agosto si è conclusa la trentatreesima Sessione Ordinaria del Parlamento del Mercosur (Parlasur) a Montevideo (Uruguay), la prima di quest’anno. In tale occasione si è stabilito che i 43 parlamentari argentini che saranno eletti nelle elezioni generali del prossimo 25 ottobre potranno sedere sui banchi del Parlasur solo il 14 dicembre, durante la Sessione Preparatoria, che si svolgerà a Montevideo, nella quale ufficializzeranno il loro impegno. Di conseguenza, sino a quel momento non potranno partecipare ai lavori parlamentari neppure i deputati e i senatori dell’attuale Delegazione Argentina.

Il processo di integrazione dell’America del “Cono Sud” inizia il 26 marzo 1991 con il Trattato di Asunción che dà origine al Mercato Comune del Sud (Mercosur) tra Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Nell’art. 24 è prevista l’istituzione della Commissione Parlamentare Congiunta (CPC) del Mercosur con l’obiettivo di dare spazio al Potere Legislativo nel processo di rafforzamento del Blocco Comune. In questo senso, la CPC dovrebbe operare come un canale di comunicazione tra i Poteri esecutivi e legislativi degli Stati membri.

Nel 1994 con la firma del Protocollo di Ouro Preto – Protocollo aggiuntivo al Trattato di Asunción, riguardante la struttura istituzionale del Mercosur – viene istituita la CPC, composta da rappresentanti dei Parlamenti nazionali degli Stati membri.

Il Parlasur, creato nel 2005 e materialmente costituito nel 2006, comincia a funzionare solamente il 7 maggio 2007, in sostituzione della CPC. L’aspetto paradossale è la sua natura giuridica. Si tratta infatti di un’Assemblea parlamentare che non funziona come organo legislativo del Mercosur, pur rappresentando gli interessi dei cittadini degli Stati membri. È monocamerale e autonomo, e in quanto tale rappresenta i popoli del Mercosur.

Nonostante i progressi compiuti, l’attuale processo di integrazione latino-americano soffre sostanzialmente la mancanza di democrazia, in riferimento al carattere intergovernativo presente dalla nascita nel Mercosur. In definitiva, sono sempre gli Stati membri ad avere l’ultima parola nelle decisioni sovrane in tutti i campi della politica pubblica. Esiste poi uno squilibrio strutturale nella costruzione del Blocco tra gli stessi paesi. Inoltre, il criterio decisionale non favorisce la costruzione di Istituzioni comuni. Si osservi infine l’assenza di sovranità sopranazionale nell’ambito delle politiche comuni a livello regionale. In questo senso assolve un ruolo essenziale il Consiglio del Mercato Comune (CMC) invece del Parlasur.

Senza dubbio uno dei meccanismi per far fronte a questi limiti istituzionali è quello di dotare il Parlasur di competenze legislative in modo da poter rafforzare le istituzioni del Mercosur.
Studi comparativi indicano che il livello istituzionale del Parlasur è molto basso. Le competenze che il Protocollo Costitutivo ha demandato al Parlamento non sono legislative né decisionali, ma unicamente propositive. L’art. 4 permette al Parlasur di fare progetti o proposte di norme, tuttavia la decisione finale viene demandata al CMC, a svantaggio di una vera rappresentanza repubblicana e federale.

Risulta fondamentale, perciò, ripensare alla costruzione del Mercosur, dotando il Parlasur di competenze necessarie per legiferare su politiche di Stato regionali comuni e inclusive. Il Parlasur è la chiave del processo di integrazione politica del Mercosur e può costituire la base solida per l’edificazione e il rafforzamento istituzionale del Blocco.
L’iter d’integrazione dell’UE mostra come il Parlamento Europeo si sia consolidato quale istituzione legislativa e di controllo, sotto la spinta di attori politici e sociali fermamente convinti a spingere verso radicali cambiamenti. Il Parlasur chiede a gran voce di vedersi attribuire i poteri necessari affinché la sua azione rafforzi l’integrazione nel Mercosur.

La Legge 27.120 sull’Elezione dei parlamentari del Mercosur, approvata il 29 dicembre 2014 e promulgata il 6 gennaio 2015, invece, né specifica né preventiva un bilancio sul quale dovranno contare i parlamentari per esercitare le loro funzioni una volta eletti. La Commissione di Bilancio e Affari interni ha approvato una proposta che ammonta a 2.400.000 $ a favore dell’organismo regionale per il 2016, dei quali 761.000 $ per le spese di personale – 38 funzionari – impiegato nella sede del Parlamento.

Sono due le questioni poste. Da una parte l’Argentina potrà contare su 43 parlamentari dal 14 dicembre senza alcun bilancio preventivo approvato; dall’altra lo stesso bilancio approvato dal Parlasur risulta già essere in debito, poiché gli Stati Membri del Mercosur non erogano i dovuti contributi. A oggi il passivo supera i 4.000.000 $. Ad esempio, il Brasile ha informato di aver depositato sul conto del Parlamento 500.000 $, ne deve però ancora 2 milioni.

Parlamentari privi di fondi, un Parlamento in attesa di finanziamenti che gli Stati Membri dovrebbero erogare e un Protocollo Costitutivo che lesina competenze legislative, sono solo alcune pennellate di illusioni, finzioni della fantasia, vane rappresentazioni che denunciano e svelano l’assenza di un vero riconoscimento del cambiamento.

L’apertura ad un dialogo diretto e sincero rappresentano la sfida più grande. L’integrazione diffida pallide manifestazioni volitive, bensì richiede azioni che perdurino nel tempo e nello spazio. La brama quotidiana dell’apparire è vanitas vanitatum e inadeguata in tutte le sue possibili manifestazioni.

 

Autore
Gretel Ledo
Author: Gretel LedoWebsite: http://www.gretel-ledo.com
Bio
Analista di politica internazionale, consulente di giornali e tv nazionali e internazionali. Consulente Parlamentare della Commissione Relazioni Estere e al Parlamento del Mercosur. Magister in Relazioni Internazionali Europa – America Latina (Università di Bologna). Avvocatessa, specializzata in Diritto amministrativo (UBA). Politologa, specializzata in Stato, amministrazione e politiche pubbliche (UBA). Sociologa, Laura con lode (UBA). Direttrice di Conexión 13 (www.conexion13.com). Conduttrice di trasmissioni radiofoniche e televisive. Prima candidata donna nella Legislatura 2005.
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