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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

La visita alla tomba di Spinelli di Renzi, Merkel e Hollande. Ventotene 22 agosto 2016

Dopo aver ascoltato il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella ho provato una profonda delusione: non solo perchè mi aspettavo un cenno sulla questione dirimente dell'integrazione delle centinaia di migliaia di persone che vivono, studiano e lavorano nel nostro paese senza aver ancora acquisito il diritto di cittadinanza(1); ma anche perché dopo la Brexit e l'arrivo di Trump, con le sue politiche isolazioniste e nazionaliste guidate dallo slogan "Make America Great Again", mi sarei aspettato un accorato appello per il contributo, quanto mai necessario, del nostro paese alla rifondazione di un'Europa unita politicamente, unica ancora di salvezza per i cittadini italiani ed europei nel mare agitato della globalizzazione.

 

Ed invece nulla, non una parola sul tema dello ius soli e del correlato fenomeno immigrazione che terrà il banco della politica europea dei prossimi decenni. E, purtroppo, neanche un passaggio sul rilancio della costruzione europea. L'unica concessione indiretta è quando Mattarella ha voluto ricordare che "viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell'Europa"(2). Pace, aggiungo io, che è minacciata, sempre di più, da problemi complessi e globali, (come terrorismo, riscaldamento globale, minacce nucleari e migrazioni) che necessiterebbero di un vero governo europeo e non la finzione intergovernativa che blocca ogni decisione. Dopo la cocente delusione causata dalle parole di Mattarella è stato naturale ascoltare i discorsi di fine anno di Emmanuel Macron e di Angela Merkel se non altro per capire se la "miopia" italiana fosse condivisa anche da Francia e Germania.

Cominciamo con la Cancelliera alle prese con la formazione del nuovo governo. La Merkel ha affermato che "il futuro della Germania è inseparabile dal futuro dell'Europa. I ventisette Paesi europei devono essere spronati più che mai a rimanere una comunità", ha detto la Cancelliera, "questa sarà la questione decisiva dei prossimi anni". E ha continuato dicendo che dovremo "lavorare per un'Europa che abbia successo dal punto di vista economico e che sia anche equa. E - ancora - che protegga in modo risoluto i nostri confini esterni cosiccome sappia garantire la sicurezza dei nostri cittadini. La Germania e la Francia vogliono lavorare insieme per garantirne il successo" (3).

E ora passiamo al primo discorso di fine anno di Macron dall'Eliseo. Il Presidente francese si rivolge direttamente ai cittadini europei: "Miei cari concittadini europei, il 2018 è un anno molto speciale e avrò bisogno di voi. Spero che attraverso le convenzioni dei cittadini, possiate esprimervi, per dire quello che volete per l'Europa qualche mese prima delle elezioni europee in modo da consentire ai vostri leader di disegnare un grande progetto; dobbiamo recuperare l'ambizione europea di trovare un'Europa più sovrana, più unita, più democratica perché fa bene al nostro popolo. Credo molto profondamente che l'Europa possa diventare quella potenza economica, sociale, ecologica e scientifica in grado di affrontare la Cina e gli Stati Uniti portando i nostri valori e la nostra storia comune. Ho bisogno della vostra determinazione per questo salto europeo e ho bisogno che insieme non cediamo nulla ai nazionalisti e agli scettici. Da parte mia, continuerò a lavorare con ciascuno dei nostri partner europei, in particolare con la Germania. Questo legame particolare con i nostri amici tedeschi è la condizione necessaria per qualsiasi progresso europeo e non esclude il dialogo con tutti i nostri altri partner". E ancora: "Io credo profondamente che l'Europa sia una buona cosa per la Francia; e che la Francia non può avere successo senza un'Europa forte." Riguardo al tema dei migranti Macron ha affermato che "Dobbiamo accogliere donne e uomini che fuggono dal loro paese perché sono minacciati a causa della loro origine, della loro religione, o delle loro convinzioni politiche. Questo si chiama diritto di asilo" ... " offrire asilo ai rifugiati è un dovere morale e politico e non rinuncerò a battermi per questo"... "continueremo ad accogliere queste donne e questi uomini perché la Francia è la loro patria, ma non possiamo accoglierli tutti e non possiamo farlo senza regole" (4).

Dopo aver ascoltato Merkel e Macron il discorso di Mattarella appare ancora più deludente sia per mancanza di 'pathos' sia per una visione troppo distaccata dall'ambito europeo. Sia Merkel che Macron si sono rivolti all'Europa e non hanno sottaciuto il problema dell'immigrazione seppur con proposte difensive e non risolutive.

Entrambi hanno sottolineato che i rispettivi paesi possono prosperare solo in un'Europa forte e unita. Mattarella, invece, si è rivolto ai cittadini italiani tralasciando la dimensione europea che è parte essenziale di una cittadinanza europea a più dimensioni tra loro complementari. Conoscendo la meticolosità con la quale vengono preparati i discorsi di fine anno dal Quirinale non si tratta di una semplice dimenticanza anche perché nel discorso dell'anno precedente Europa e immigrazione sono stati trattati ampiamente. Inoltre nel 2017 abbiamo avuto l'elezione di Macron che ha fatto dell'Europa il tema dirimente della sua campagna elettorale e la svolta di Schulz per gli Stati Uniti d'Europa come base per un nuovo governo di grande coalizione.

Il contributo dell'Italia resta fondamentale per correggere gli errori tedeschi dettati dall'ex Ministro Schauble nell'impostazione rigorista e intergovernativa dell'UE. Per questo motivo la mancanza del tema europeo nel discorso di fine anno è un errore imperdonabile alla vigilia di elezioni italiane che, invece, dovranno far emergere la linea di divisione tracciata dal Manifesto di Ventotene tra le forze del progresso e quelle reazionarie, tra quelle che vogliono gli Stati Uniti d'Europa e quelle che propongono un'Europa delle nazioni. I partiti che non prenderanno una posizione chiara su questo punto pagheranno dazio elettorale.

Dopo il vertice triangolare tra Francia, Germania e Italia sulla portaerei Garibaldi, convocato nell'agosto 2016 per un rilancio del progetto spinelliano di un'Europa federalista sembra proprio che il motore italiano sia andato in panne. Speriamo di ritrovare presto la benzina per ripartire da Ventotene per un'Europa libera e unita.

1) Ius soli: un obiettivo politico di civiltà per l'Italia e per l'Europa.
Lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=23896

2) Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=769

3) Il discorso di fine anno di Angela Merkel.
https://www.bundesregierung.de/Content/EN/Artikel/2017/12_en/2017-12-31-neujahrsansprache-eng.html?nn=709674

4) Vœux du Président de la République pour l'année 2018.
http://www.elysee.fr/declarations/article/v-ux-du-president-de-la-republique-pour-l-annee-201/

Autore
Nicola Vallinoto
Bio
Informatico, federalista ed altermondialista. Ha curato con Simone Vannuccini il volume collettivo “Europa 2.0 prospettive ed evoluzioni del sogno europeo” edito da ombre corte nel 2010. Ha ideato e promosso l'International Democracy Watch con Lucio Levi e Giovanni Finizio con i quali ha pubblicato il primo rapporto "The democratization of international organizations. First international democracy report", Routledge, 2014. Ha pubblicato "Le parole di Porto Alegre" ed "Europa anno zero", Frili Editori 2002.
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