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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Poster dello spettacolo ventOtene

Sabato 21 e domenica 22 maggio, le celebrazioni ventotenesi per il trentennale della morte di Altiero Spinelli – autore insieme con Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann - del manifesto «Per un’Europa libera e unita», saranno accompagnate dalla messa in scena dello spettacolo “ventOtene” a cura del‪la compagnia teatrale Alibi. Per l'occasione Europa in movimento intervista Walter Prete autore dello spettacolo teatrale.

ventOtene è un racconto all’incrocio tra la Storia con la esse maiuscola e le storie di amicizia, di lotta politica e d’amore di un gruppo di giovani antifascisti italiani che al confino, mentre la guerra brucia l’Europa, danno alla luce il Manifesto di Ventotene, il documento che a più di settant’anni dalla pubblicazione è guardato ancora come l’atto di nascita del processo di integrazione europea.

Altiero, Ursula, Eugenio, Ernesto e Tina sono i cinque personaggi in scena, colti in quel momento della loro vita in cui stanno per varcare la soglia che li avrebbe trasformati da persone in personalità storiche. Soglia che varcherà anche quello scoglio di due chilometri nel Tirreno che è l’isola di Ventotene, in cui il regime fascista relegava gli oppositori politici, che segna questa storia e ne è segnata. L’isola che per la distanza dalla terra e dagli eventi che alla fine degli anni Trenta portano al massacro della seconda guerra mondiale è stata la culla, periferica ma attenta, che ha reso possibile – dopo la guerra, dopo i totalitarismi e i razzismi – il progetto di un’Europa libera e unita.

Da questa distanza alibi teatro parte per indagare quello che sta prima della Storia: lo scorrere delle vite e l’annodarsi delle relazioni tra quei ragazzi antifascisti che sanno trasformare il confino politico nella più grande avventura umana e spirituale della loro vita.

Altiero è Altiero Spinelli. Ha 32 anni quando arriva sull’isola di Ventotene, uscito da poco dal Partito comunista e da poco lasciato da Tina. A Ventotene fa l’orologiaio. Con pazienza e ostinazione dedica le sue cure a riparare ingranaggi piccoli e delicati che scandiscono il tempo dei suoi giorni sull’isola e che gli insegnano che nel momento in cui un ingranaggio salta – e così anche in amore o in politica- non bisogna perdersi tra le tante componenti piccole ma puntare al progetto complessivo. Ecco, allora, che anche l’Europa libera e unita diventa il sogno da costruire riparando, uno alla volta, tutti gli ingranaggi saltati con la guerra.

Dopo questa breve presentazione introduciamo Walter Prete, autore dello spettacolo che ha la regia di Gustavo D’Aversa e la produzione di alibi Artisti Liberi Indipendenti.

Nicola Vallinoto. Come è nata l'idea di uno spettacolo sul Manifesto di Ventotene ?

Walter Prete. Il Manifesto di Ventotene ha sempre avuto un gran fascino per me. Avrei voluto anche elaborare la tesina per gli esami di maturità, idea poi abbandonata, perché all'epoca mi sembrava di non avere abbastanza materiale su cui lavorare. Nell'estate del 2014 poi mi è capitato di leggere "Come ho tentato di diventare saggio", l'autobiografia di Altiero Spinelli, una lettura sorprendente per lucidità e sincerità. A fine estate si progettava la nuova stagione della compagnia (ALIBI è nata nel gennaio 2013) e quella è stata la prima occasione di proporre alla compagnia un testo sul Manifesto di Ventotene. Presentammo il progetto anche al Napoli Fringe Festival e superò la prima fase di candidatura. I risultati della prima fase ci lasciarono stupiti, essendo ancora una compagnia così giovane. Io poi non avevo mai scritto niente per il teatro e i pochi giorni che precedettero la seconda fase di selezione furono un periodo bellissimo, una corsa folle contro il tempo. La mattina io scrivevo, davanti al mare, al porto di Tricase e da pomeriggio a sera si provava. Per la seconda fase di selezione bisognava rappresentare a Napoli un estratto di 15 minuti dello spettacolo. L'ultimo pezzo fu scritto quando ormai eravamo in viaggio per Napoli e Rossella Caggia, l'attrice che interpretava Tina Pizzardo, dovette memorizzarlo in auto.

Nicola Vallinoto. Fu un momento veramente creativo da quello che ci racconti: e il mare ha sempre il suo fascino come del resto a Ventotene

Walter Prete. Si, il mare è stata una presenza costante e cercata nella scrittura del copione, e ha influenzato molto il testo, imprimendoci una musicalità quasi inesorabile. Anche nell'interpretazione è difficile fuggirla: una presenza potente e penetrante, a volte insopportabile. Immagino che anche per i confinati sull'isola dovesse essere un po' così.

Nicola Vallinoto. L'altro elemento che si intravvede nella vostra clip di presentazione dello spettacolo è il tempo che a Ventotene scorre lentissimo; il tempo sull’isola pare quasi fermarsi ..

Walter Prete. Si, mi ha colpito molto che Spinelli sull'isola facesse l'orologiaio. Nello spettacolo diventa quasi il tentativo di non disperdersi nel “tempo senza confini” della detenzione prima e del confino poi. E inoltre il tic-tac degli orologi scandisce sia il flusso storico e cronologico che quello emotivo dello spettacolo.

Nicola Vallinoto. Oltre che drammaturgo, tu sei anche interprete dello spettacolo nella parte di Ernesto Rossi. Gli altri attori della compagnia come hanno accolto il testo? Come ci hanno lavorato?

Walter Prete: Lo spettacolo deve molto non solo agli attori, ma anche a tanti altri che ci hanno lavorato e ci lavorano senza necessariamente salire sul palco. Gustavo D'Aversa ha svolto il lavoro più grosso. Oltre a firmare la regia interpreta Spinelli ed è chiaramente la voce più importante nel testo. Colorni è Riccardo Buffelli e rende del personaggio un'interpretazione delicata leggera. Ursula invece è Simona Agrosì, il suo studio del personaggio è passato attraverso la lettura dell'autobiografia della Hirshmann e anche un lavoro di ibridazione linguistica che richiama la pronuncia tedesca. Infine, Tina Pizzardo che nelle prime prove era interpretata da Rossella Caggia, poi Rossella ha dovuto lasciare Lecce per motivi di studio e il personaggio è passato a Patrizia Miggiano. Tina è forse il personaggio più particolare del copione. Spesso è in scena, ma nessuno degli altri personaggi può sentirla. In effetti la Pizzardo non è stata tra i confinati di Ventotene e la sua voce è più che altro un ricordo nel cuore di Altiero che lentamente si stempera nell'amore che emerge per Ursula. Tina è il personaggio che più di ogni altro vive la dimensione del doppio binario storico ed emotivo dello spettacolo, una bella sfida per Patrizia, ma anche per Rossella, che tornerà ad interpretarla per le repliche sull'isola. Oltre a questi, prezioso è stato il lavoro di luci e video di Elisa Nocera e ancora la dedizione di Dora Paulì, Stefania Binetti, di Lorenzo Sparascio, che ha disegnato la locandina dello spettacolo, e Francesco Del Sole.

Nicola Vallinoto. Avete scritto lo spettacolo senza esser mai stati sull'isola vero ?

Walter Prete. Proprio così, Ventotene l'abbiamo visitata solo a marzo di quest'anno, ormai durante il periodo di prova. La scrittura invece si è conclusa a giugno 2015. Avevo in mente una geografia di Ventotene per lo più ricavata dalle letture di libri e da qualche foto vista su internet, ma visitandola ci siamo accorti che la nostra idea combaciava abbastanza con la realtà dell'isola. A stupirci è stato il vento. Ricordo una notte bellissima di vento forte sull'isola. È un luogo straordinario.

Nicola Vallinoto. Si un luogo dell'anima. E pensare che Mussolini ha mandato tutti li pensando che i confinati non potessero far nulla e invece hanno trovato il posto migliore per progettare il futuro e soprattutto ha messo le menti migliori tutte assieme.

Walter Prete. L'isola è piccola e staccata dal continente, per certi versi riporta alla mente l'idea di David e Golia. David è minuscolo di fronte al gigante, ma ha un coraggio e un'intelligenza che superano di gran lunga la forza bruta di Golia.. Ecco, credo che il regime fascista sia finito un po'come il gigante. Non solo non è riuscito nell'intento di spegnere l'attività antifascista, ma addirittura ha creato le condizioni perché potesse germogliare un progetto luminoso e lungimirante. Questo
capovolgimento da una situazione avversa a un'opportunità credo sia uno degli insegnamenti più belli che la Hirshmann, Spinelli, Rossi e Colorni ci abbiano lasciato.

Nicola Vallinoto. Hai proprio ragione. Come sono andati i primi spettacoli? E le reazioni degli spettatori? Hai avuto modo di sentire qualche commento?

Walter Prete. Al pubblico è piaciuto molto. Oltre che il periodo di confino su Ventotene lo spettacolo mette in scena anche parte della formazione politica e filosofica di Altiero Spinelli, oltre che sentimentale. Il pubblico non può fare a meno di guardare con ammirazione a quel retroterra filosofico e paragonarlo col panorama politico di oggi in cui la dialettica non è più incentrata su ideali, ma spesso, purtroppo, su logiche che badano ad un interesse di breve periodo. In oltre lo spettacolo finisce nel
momento in cui Spinelli lascia Ventotene e torna a Roma. I personaggi sono ancora molto giovani, come gli attori che li interpretano. E questo, unito alla nostra passione per il testo, crea una forza nello spettacolo che il pubblico apprezza molto.

Nicola Vallinoto. Quali programmi avete dopo lo spettacolo del 21 e 22 maggio a Ventotene ?

Walter Prete. Nel frattempo stiamo già fissando altre date nella nostra zona. Da settembre prossimo mi piacerebbe portarlo anche nelle scuole, perché credo che l'esperienza del Manifesto di Ventotene sia ancora in gran parte e a torto sconosciuta a molti ragazzi.

Nicola Vallinoto. E progetti per il futuro?

Walter Prete. Vedremo, ho un po' di materiale scritto e magari in estate ci metto mano. Ma non so di preciso a cosa approderò. Ora stiamo lavorando sul lancio di Ventotene e la risposta è sorprendente e calorosa. Cerchiamo di dare il massimo su questo.

ventOtene è uno spettacolo avvincente, in cui la scrittura di Walter Prete e la regia di Gustavo D’Aversa (entrambi anche attori nello spettacolo) giocano ad inseguirsi e tradirsi aprendo alla scena nuove possibilità espressive e invitando a ripensare il progetto europeo non solo come lo spazio economico in cui viviamo, ma come il sogno politico – troppe volte tradito – che trova la propria forza nell’integrazione di popoli e culture e nelle lezioni tratte dagli errori del Novecento.

Fonte: https://alibiteatro.wordpress.com/schede_spettacoli/ventotene/

Breve video di introduzione.

Autore
Nicola Vallinoto
Bio
Informatico, federalista ed altermondialista. Ha curato con Simone Vannuccini il volume collettivo “Europa 2.0 prospettive ed evoluzioni del sogno europeo” edito da ombre corte nel 2010. Ha ideato e promosso l'International Democracy Watch con Lucio Levi e Giovanni Finizio con i quali ha pubblicato il primo rapporto "The democratization of international organizations. First international democracy report", Routledge, 2014. Ha pubblicato "Le parole di Porto Alegre" ed "Europa anno zero", Frili Editori 2002.
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