L'Europa deve ritrovare lo spirito spinelliano
- Scritto da Redazione
* di Rocco Cangelosi
Relegato a Ventotene, mentre la guerra era ancora in pieno svolgimento, isolato perfino dai compagni di detenzione per aver abbandonato il partito comunista, Altiero Spinelli rifletteva sull'Europa verso la catastrofe mettendo sotto accusa il concetto stesso di Stato Nazionale,colpevole di basare la sua azione sui principi della sovranità assoluta,incurante dei diritti dell'uomo e del cittadino. Sul feticcio della sovranità' in effetti i movimenti politici degli anni venti avevano edificato in molti paesi europei lo Stato totalitario. Spinelli ritiene quindi che vada profondamente ripensato lo Stato nazionale,occorre superare la sovranità nei rapporti internazionali e proporre la nascita di un partito transnazionale che conduca una rivoluzione federale,unica panacea per salvare l'Europa da ulteriori catastrofi. Alla concezione marxista del partito rivoluzionario, un mito nel quale Spinelli crede per la sua formazione,si sostituirà quella di un movimento popolare transnazionale inteso a orientare governi e opinione pubblica verso una costituente europea. Spinelli vedrà il fallimento dei primi due tentativi federalisti nel 1954, con la caduta della CED e nel 1985 del progetto di Trattato da lui proposto,risoltosi nella prima grande riforma dell'Atto Unico.
L'insegnamento di Altiero Spinelli
- Scritto da Paolo Ponzano
In un momento storico in cui il progetto di integrazione europea rischia la sua disintegrazione oppure un sostanziale stallo, e in cui la disaffezione dei cittadini europeinei confronti di tale progetto ha raggiunto le punte più elevate degli ultimi anni, richiamare gli insegnamenti di uno dei padri fondatori del progetto europeo costituisce non solo un doveroso omaggio alla genialità del suo pensiero ma anche e soprattutto un invito ai suoi epigoni di riprendere l'azione politica intrapresa da Altiero Spinelli per realizzare l'obiettivo di un'Europa federale. Infatti, se l'obiettivo di un'Europa federale è rimasto una costante del pensiero di Spinelli dalla redazione con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni del Manifesto di Ventotene nel 1941 fino al voto del suo progetto di Trattato per l'Unione europea del 1984 ed alla sua scomparsa due anni dopo, la strategia d'azione perseguita da Spinelli per raggiungere il fine di un’Europa federale variò almeno cinque volte nel corso degli anni.
ventOtene: il sogno europeo approda a teatro
- Scritto da Nicola Vallinoto
Sabato 21 e domenica 22 maggio, le celebrazioni ventotenesi per il trentennale della morte di Altiero Spinelli – autore insieme con Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann - del manifesto «Per un’Europa libera e unita», saranno accompagnate dalla messa in scena dello spettacolo “ventOtene” a cura della compagnia teatrale Alibi. Per l'occasione Europa in movimento intervista Walter Prete autore dello spettacolo teatrale.
ventOtene è un racconto all’incrocio tra la Storia con la esse maiuscola e le storie di amicizia, di lotta politica e d’amore di un gruppo di giovani antifascisti italiani che al confino, mentre la guerra brucia l’Europa, danno alla luce il Manifesto di Ventotene, il documento che a più di settant’anni dalla pubblicazione è guardato ancora come l’atto di nascita del processo di integrazione europea.
L’Europa non cade dal cielo - in vista dell'appuntamento di Ventotene
- Scritto da Redazione
Comunicato stampa del Movimento europeo.
21.22 maggio 2016
I.Le istituzioni delle democrazie nate o rinate in Europa alla fine della seconda guerra mondiale rappresentano - insieme all’impegno costante della società civile - la più potente difesa immunitaria contro i rischi di tentazioni totalitarie. Il progetto di un’Europa unita – immaginato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Ursula Hirschmann e Ada Montanari a Ventotene nel 1941 - ha attratto a sé le nuove democrazie nazionali nel dopo-guerra ed ha accelerato la fine dei totalitarismi fascisti in Grecia, Portogallo e Spagna e dei totalitarismi comunisti nell’Europa centrale e Orientale.
Una giornata storica per l'Umbria
- Scritto da Fabio Raspadori
Sabato scorso, nelle ovattate sale del teatro Morlacchi, una ventina di “utopisti realisti” ha dato vita alla prima sezione perugina del Movimento federalista europeo (MFE). In Umbria esiste già un gruppo del MFE ad Orvieto; ma la nascita della nuova sezione nel capoluogo segna un importante passo per il federalismo europeo nella regione.
Federalismo? si chiederanno i lettori più scaltri (e chi non lo è oggi). Quale capacità di incidere sulla realtà potrà mai avere un movimento come questo, che si propone di creare una federazione attraverso il rafforzamento delle istituzioni di Bruxelles? In una fase storica come l’attuale poi, contraddistinta dal germinare di aneliti e partiti politici che chiedono tutt’altro: più identità nazionale, niente stranieri e meno Unione europea.















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