BREXIT: When leaving costs more than staying
- Scritto da Gretel Ledo
Only a few can remember the historical endeavours made by the United Kingdom to become part of the European Union (EU).
In the construction of an integration process, there is a constant struggle between holding power or leaving it. Consequently, states are important and powerful actors when starting a negotiation, but as the process evolves, regional institution and transnational actors start playing an essential role.
The guarantee of Peace has always been a fundamental premise under which the EU has performed in order to achieve a harmonic coexistence in the continent.
For Italian leader Altiero Spinelli ( 1907 – 1986), one of the most known forefathers of the Union, the European Federation is the key which guarantees integration. The view of a “United States of Europe” finds its raison d'être in the writing of the Ventotene Declaration (1941), a text which was written during the second world war at the Isle of Ventotene, where he was imprisoned together with Ernesto Rossi, due to their opposition to Italian fascism. The text proposes the formation of a supranational European Federation, whose main purpose would be to join the European States to the point of preventing a new war.
L'Europa prigioniera dei suoi mali
- Scritto da Guido Viale
Non è ancora il colpo di grazia, ma sicuramente il voto che ha deciso l'uscita del Regno Unito è una tappa decisiva verso la dissoluzione dell'Unione Europea. Un esito irreversibile che mette all'ordine del giorno la sua ricostruzione su basi completamente nuove: una sua "rifondazione". Perché è chiaro che in un mondo globalizzato non c'è alcuno spazio per l'autonomia politica delle piccole nazioni. La politica, che per noi è lotta e conflitto sociale, o si sviluppa in un orizzonte per lo meno europeo, o è condannata comunque alla sconfitta.
Good bye UK: ripartiamo da Spinelli e il Manifesto di Ventotene
- Scritto da Pier-Virgilio Dastoli
Il risultato del referendum britannico è inequivoco: la maggioranza dei britannici vuole uscire da quest'Unione europea.
A partire da oggi devono essere percorse due strade parallele, politicamente e istituzionalmente distanti l'una dall'altra.
La prima strada è quella indicata dall'articolo 50 del Trattato sull'Unione europea: il recesso del Regno Unito è senza condizioni dall'una e dall'altra parte.
Cosi come con gli altri paesi vicini che non sono candidati all'adesione, l'Unione deve stabilire con il Regno Unito "relazioni strette e pacifiche" fondate sui suoi valori (rispetto della dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto, rispetto dei diritti dell'Uomo ivi compresi quelli delle minoranze).
Rapporto 2016 del Sindacato mondiale sulla violazione dei diritti nel mondo
- Scritto da Silvana Paruolo
Anche se in situazione di peggioramento, in Europa, i diritti ci sono, e reggono: lo si può dedurre dal Rapporto 2016 - Indice CSI des droits dans le monde 2016 – per cui si rinvia a http://www.ituc-csi.org/IMG/pdf/survey_ra_2016_fr.pdf In effetti la Confederazione sindacale internazionale (ITUC), da più di 30 anni, raccoglie dati sulle violazioni della libertà sindacale e del diritto di contrattazione collettiva dei lavoratori, nel mondo.
Per il 2016, qui di seguito le sue principali conclusioni:
Giornata ONU del rifugiato, per un'Europa più solidale
- Scritto da Mario Leone
Scrivere oggi della Giornata mondiale del rifugiato sconta un sentimento di angoscia che ha bisogno di essere eliminata. Abbiamo più volte sottolineato, anche su questo blog, il disinteresse collettivo verso problematiche così gravose, quasi a nulla è valsa la politica europea di accoglienza per il rialzare il "morale" di un'Europa statica.
Gli accordi con la Turchia, per sedare le pressioni delle migrazioni verso la Grecia e verso l’Italia lasciano strascichi di incertezza sulla garanzia della tutela dei diritti umani. Ma la cosa che spaventa, rende sempre insicuri, sono i dati impietosi davanti una catastrofe annunciata.















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