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Europa in Movimento

| Verso un'Europa federale e solidale

Marcia per l'Europa, Roma 25 marzo 2017 Foto di Silvestro Reimondo

In piazza per un'Europa libera, unita, solidale...

Lettera aperta alle persone, associazioni e movimenti costruttori di pace Per un’Europa libera, unita, solidale e di pace. Questa nostra lettera è rivolta a tutto il movimento per la...

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Isole controcorrente

Isole controcorrente: Ursula e Ada donne tra...

Isole controcorrente è uno spettacolo/evento nato per le celebrazioni degli 80 anni dalla stesura del Manifesto di Ventotene, documento centrale per la formazione dell'Europa unita. Si...

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EULink

EULink - European Civic Education - master e corsi

Il progetto EULink-European Civic Education, (https://research.unilink.it/eulink/https://euractiv.it/sections/eu-link/ - sito web: https://eulink.unilink.it/ - sezione articoli su...

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Manifestazione a Bruxelles

La furia dei trattori e il capro espiatorio Europa

Di nuovo sul banco degli imputati e come al solito senza avvocato difensore. Parliamo dell’Unione europea e della rivolta dei trattori. Iniziamo col dire che gli agricoltori hanno tante buone...

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Logo Europarlamento

Le elezioni orfane

Mai abbandonare la speranza, anche se a volte è davvero difficile. Come lo è l’assistere ad una campagna elettorale per il Parlamento europeo, in cui ci sia almeno un pugno di...

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European ballet, Sečovce,  Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license.

Elezioni europee: la truffa delle candidature...

Ci risiamo. Mancano circa 5 mesi alle elezioni europee ed i vecchi vizi della classe politica italiana tornano puntuali a contaminare la campagna elettorale.   Dal 1979 - quando fu...

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L'emiciclo del Parlamento europeo, Photo by DAVID ILIFF. License: CC BY-SA 3.0

Il silenzio di Mattarella sull’Europa

C’è stato un grande silenzio nel discorso(*) di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella(1). Un silenzio assordante che riguarda l’Europa. Non una parola sulle...

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Marcia per la pace Perugia Assisi, 2001

Il federalismo mondiale è la chiave per...

Il federalismo mondiale appare troppo spesso come una semplice risposta alle contraddizioni dell’anarchia internazionale, la realtà è più complessa di così(1). Il...

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Di Cédric Puisney - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=58623

I federalisti e i partiti europei

Quando, il 22 novembre 2023, al Parlamento Europeo si è votato sulla proposta di modifica dei Trattati europei sulla base di un testo presentato da cinque relatori di vari gruppi politici,...

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Mikail Gorbaciov, RIA Novosti archive, image #850809 / Vladimir Vyatkin / CC-BY-SA 3.0

Gorbaciov, convinto federalista

Qualche cenno storico per inquadrare la figura politica di un grande uomo di Stato Nel 1985, quando Gorbaciov arrivò al Cremlino, il mito dell’Urss era ormai a pezzi in tutto il mondo....

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Bandiere europee

Il federalismo è un'altra cosa: la risposta alla...

Nella sua lettera al Foglio del mercoledì 13 Aprile, in risposta ad un manifesto di Enrico Letta, la Presidente di Fratelli d'Italia consacra un passaggio delle sue argomentazioni ai...

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Ucraina: Licenza Creative Commons.

Ucraina: appunti per una fase difficile

E’molto difficile intervenire in una situazione in cui sembrano saltati i parametri di relativa razionalità che negli ultimi settant’anni hanno progressivamente negato la...

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Marcia a Washington per il controllo delle armi, 2013

Domenica un cittadino americano di origini afghane è entrato in un locale gay con un'arma d'assalto uccidendo 50 persone e ferendone 54. L'assassino aveva più volte espresso simpatie per i terroristi islamici. L'ISIS ha rivendicato l'attentato. L'ultimo massacro è stato compiuto poche ore dopo l'omicidio di una star della musica poco più che ventenne e pochi mesi dopo la strage di San Bernardino in cui due coniugi di origini pakistane uccisero 14 persone e ne ferirono 17.
L'accaduto è diventato subito tema di campagna elettorale con Donald Trump che ha nuovamente rilanciato l'idea di vietare ai musulmani l'ingresso nel paese ed ha nuovamente accusato l'establishment di esercitare una leadership troppo debole. Hillary Clinton da parte sua ha ribadito di non voler negare l'esistenza del terrorismo islamico ma ha anche detto che negli Stati Uniti bisogna cambiare la legge sulla circolazione delle armi.

Il varco d'accesso ad Heathrow

In queste brevi note si prova a interrogare l'attuale stallo dell'integrazione continentale evitando di cedere alle “retoriche”, tra l'apocalittico e lo sciovinismo, che attraversano l'opinione pubblica europea a una settimana dal referendum britannico del prossimo 23 giugno.

1. La Gran Bretagna: «qualcosa di assolutamente unico»

Nella sua enciclopedica Storia d'Europa Norman Davies ci ricorda che, in un celebre dibattito di metà anni Ottanta del Novecento intorno alla possibile definizione di una “storia europea”, «uno studioso ungherese indicò l'eccentrica abitudine britannica di distinguere la storia “europea” da quella “britannica”. Secondo questa distinzione “europeo” vuol dire “continentale”, mentre la Gran Bretagna appare come qualcosa di assolutamente unico»(1).

Cartello che ricorda l'appuntamento al referendum di domenica

Una domenica di “festa” a Londra. Lungo The mall si snoda il corteo con la Regina Elisabetta protagonista del proprio 90° compleanno. Dopo aver respirato l'aria che tira in Trafalgar square, pausa caffè obbligata. Provo a riprendere fiato in una library moderna, dove accanto ai libri ci si può concedere un sandwich. Nel girarmi intorno, fatta eccezione per masse di persone incasellabili nella categoria "turisti", l'occhio indaga nella speranza di cogliere qualche sintomo del grande peso che la Gran Bretagna sta per accollarsi rispetto al proprio futuro con il "leave" o in "remain" che i 50 milioni di sudditi di Sua Maestà esprimeranno tra pochi giorni. Noto molta attenzione a quello che resta della corona britannica, una grande schermo montato per assistere alla celebrazione, ma neanche l'ombra di interesse per la prossima epocale scelta o quasi.
Nella piazza, pur sepolta dalle panche predisposte per il Patronal's lunch, si aggira una signora, sedia a rotelle, ben vestita, sul simil classico-aristocratica, con “dame di cortesia” al seguito, mostra fiera un cartello "Vote Leave", palloncini e bandiere al seguito con rigorosi blu, rosso e bianco a completare l'operazione nostalgia canaglia. Il messaggio va ben oltre il macchiettistico “candore” britannico. Tanti richiami visivi che fanno di una tenera madame un balzello da pagare alla libertà britannica.

Brexit e Eu scritto con scarabeo

Nel Paese delle “scommesse” il 23 giugno si giocherà una grande partita. Non parliamo di Europei di calcio, ma sempre di una “competizione” che può riservare delle sorprese più o meno gradevoli. Non siamo ai livelli del Leicester di Claudio Ranieri laureatosi campione d'Inghilterra, anche se i bookmakers lo davano a inizio stagione calcistica a 5.000 contro uno. Siamo comunque in Gran Bretagna, il Paese liberale per eccellenza, ma anche conservatore.

Stazione ferroviaria di Londra, ora di punta

1. Il contesto

Il prossimo 23 giugno i cittadini di sua maestà saranno chiamati a decidere circa la permanenza nell'Unione. Si voterà si per rimanere e no per lasciare l'Unione.
Il referendum britannico è sicuramente figlio del debole stato di salute dell'Unione: i dubbi sul futuro dell'euro e l'incapacità dei leader europei di dare risposte concrete alla crescente insicurezza economica e di altro tipo dei cittadini non potevano non avere ripercussioni in quei paesi in cui l'adesione al progetto europeo non è mai stata particolarmente solida.
Non è un caso che non solo in Gran Bretagna, ma anche in altri paesi come Polonia, Austria e Danimarca, che hanno sempre avuto una membership UE tormentata, l'opinione pubblica è sempre più preda di sentimenti euroscettici e le leadership locali sono sempre più tentate di combattere il populismo con il populismo.

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