MobilitAzioni
Pubblichiamo l'Invito al flashmob "Per un'Europa senza frontiere" promosso dal MFE e dalla GFE di Genova, mercoledì 17 febbraio.
Tra pochi giorni si terrà l’ennesima riunione del Consiglio europeo. Giovedì 18 e venerdì 19 febbraio, infatti, a Bruxelles i capi di Stato e di Governo dei 28 paesi dell’UE dovranno dare risposte riguardanti alcuni temi cogenti come il Brexit, ovvero il compromesso richiesto dal Primo ministro inglese Cameron in vista del referendum sulla permanenza nell'Unione, la questione profughi e migranti, il cui flusso continuerà anche quest’anno con lo stesso ordine di grandezza del 2015, e gli accordi di Schengen, per i quali giace sul tavolo la richiesta di sospensione per due anni.
Per scongiurare la fine anticipata degli accordi di Schengen e, di fatto, anche del processo di integrazione europeo occorre una forte mobilitazione e spinta dal basso: da parte di quella società civile europea e del mondo politico che non si arrende a un arretramento pericoloso del progetto di unificazione del continente europeo e che vuole, altresì, promuovere un'altra idea di Europa tornando ai principi fondativi di una Europa libera e unita indicati nel Manifesto di Ventotene.
L'invito al presidio di Piazza Montecitorio a Roma di mercoledì 17 febbraio 2016 dalle 15:45 alle 19:00
Cara/o Cittadina/o Europea/o,
A metà febbraio, i rappresentanti dei Governi europei si riuniranno a Bruxelles per decidere alcune questioni cruciali sul futuro dell'Unione Europea.
Il Consiglio Europeo del 18 e 19 Febbraio vedrà - infatti - i Capi di Stato e di Governo dei 28 Paesi dell'Ue esprimere una posizione sui negoziati con il Regno Unito - in vista del referendum sulla cosiddetta ‘Brexit’ - e decidere se procedere alla sospensione biennale degli Accordi di Schengen, sancendone - di fatto - la morte.
Nel weekend che ha preceduto l'inizio della XXI conferenza delle parti dell'UNFCC (la convenzione quadro delle nazioni unite sui cambiamenti climatici) di Parigi sabato 28 e domenica 29 novembre si sono tenute centinaia di manifestazioni in oltre 150 paesi (globalclimatemarch.org) per chiedere ai governi un accordo equo, ambizioso e vincolante per un mondo alimentato al 100% da energia rinnovabile entro il 2050.
Dopo i tragici attentati, il governo francese ha cancellato la manifestazione nella propria capitale, ma si è marciato a San Paolo, Nuova Delhi, Kampala, Città del Capo, Melbourne, Ottawa, Tokyo, Sydney, Madrid e Roma per citare solo alcuni degli appuntamenti globali.
In Italia i federalisti hanno partecipato con le proprie proposte in diverse città italiane.
di Raffaella Bolini *
Dopo Parigi, l’Europa blinda le frontiere. I volontari della rotta balcanica dei migranti invece propongono una giornata europea di azione il 18 dicembre per «aprire le porte». Una mobilitazione unitaria per dimostrare che c’è un modo diverso per sconfiggere la paura: togliere muri e barriere.















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